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La Provincia di Modena ha recentemente istituito un osservatorio sui dati del contagio da covid-19, che riporta, comune per comune, il valore dell'indice di incidenza di nuovi casi settimanali riferiti a una popolazione di 100 mila abitanti. È uno strumento molto utile e importante che avevamo già chiesto pubblicamente in un nostro precedente comunicato, ricevendo, da parte di alcuni, critiche di ingiustificato allarmismo.

Cittadini e istituzioni potranno ora monitorare in tempo reale la situazione del proprio ambito territoriale confrontandola con la soglia critica dei 250 casi settimanali per 100 mila abitanti.

Ringraziando la Provincia per il suo impegno, rimaniamo convinti che la conoscenza della situazione reale non sia mai fonte di allarmismo, ma la base corretta per agire tempestivamente su base oggettiva ed assumere provvedimenti efficaci nei tempi giusti.

Ciclo di tre conferenze in diretta streaming organizzate da Emilia-Romagna Coraggiosa - Modena con l'adesione delle liste civiche Sinistra per ModenaIdee in Comune - Castelfranco EmiliaNonantola Progetto 2030 e Una Mano per Nonantola.

Secondo incontro lunedì 22 marzo ore 21 - Sicurezza idrogeologica e difesa del suolo: domande, idee e soluzioni. Un dialogo fra cittadini e istituzioni

Intervengono:

  • Federica Nannetti - Sindaca di Nonantola
  • Giovanni Gargano - Sindaco di Castelfranco Emilia
  • Gian Carlo Muzzarelli - Sindaco di Modena
  • Irene Priolo - Assessora all'ambiente, difesa del suolo e della costa, protezione civile della Regione Emilia-Romagna

Introduce e conduce: Valentina Graziosi - Emilia Romagna Coraggiosa Modena

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In occasione della conferenza dei capigruppo, da noi fortemente richiesta insieme a quasi tutte le forze politiche rappresentate in consiglio comunale e finalmente convocata solo lo scorso 2 marzo, si è parlato della situazione sanitaria di Nonantola. Peccato per l'assenza dell'AUSL alla quale avremmo chiesto perché di fronte a dati allarmanti da noi segnalati già da settimane non sono stati presi provvedimenti.

Ci è stato riferito che i nuovi casi sono in aumento a causa della maggiore contagiosità delle nuove varianti del virus e dai comportamenti non sempre rispettosi delle regole da parte di alcuni cittadini e quindi, a partire dal prossimo 4 marzo, tutta la provincia di Modena sarà dichiarata zona rossa, con forti limitazioni agli spostamenti, chiusure di attività considerate non essenziali e, soprattutto, lo stop alle attività scolastiche in presenza.

Non ci interessa il primato di aver richiamato l'attenzione delle istituzioni su una situazione che stava andando fuori controllo, ma alcune considerazioni dobbiamo farle. La prima riguarda il ruolo delle istituzioni preposte alle decisioni in materia sanitaria. Regioni e governo stanno decidendo se accettare come valore di incidenza critica quella suggerita dal CTS, ossia 250 nuovi casi settimanali per 100 mila abitanti, superati i quali si andrebbe automaticamente in zona rossa. I dati che abbiamo pubblicato indicano che Nonantola avrebbe superato la soglia critica già il 4 febbraio. Perchè chi raccoglie e gestisce i dati del contagio (leggasi l'AUSL) non ha segnalato il rapido aumento dei casi e il superamento della soglia critica? Perchè la prima azione concreta di contrasto arriva a un mese dai primi campanelli di allarme? Qual è la catena delle decisioni e perchè è così in ritardo rispetto ai segnali? Ci voleva la decisione dei giorni scorsi del Sindaco di Bologna per affrontare l'argomento e sbloccare la situazione?

La seconda riguarda i numeri del contagio. Servono indicazioni chiare e costantemente aggiornate sull'andamento della pandemia. Il bollettino che fornisce l'AUSL, pubblicato quotidianamente anche sul sito web del Comune, non dà una lettura chiara della situazione. Il numero quotidiano dei nuovi casi e delle persone attualmente positive non consente di monitorare l'incidenza del contagio. Serve una raccolta storica dei dati, con dati aggregati per settimana e riferita a una popolazione standard di 100 mila abitanti per poter confrontare la situazione di un comune in rapporto a quelli vicini e ai dati provinciali e regionali. Serve cioè un osservatorio provinciale sui dati del contagio che consenta ai cittadini di farsi un'idea reale della situazione e alle istituzioni di prendere decisioni pronte su basi concrete e aggiornate. AUSL e Provincia avrebbero le competenze e le risorse per farlo: chiediamo che venga istituito subito.

Infine la questione delle misure da adottare e dei controlli. Come siamo arrivati alla zona rossa? Evidentemente il costante richiamo al rispetto delle regole non è bastato. Occorre trovare nuove soluzioni, sia per informare i cittadini, sia per disincentivare i comportamenti scorretti. Pensiamo all'uso dell'allarme telefonico che abbiamo già visto in azione durante le fasi critiche dell'alluvione. Un messaggio chiaro sull'esplosione dei contagi e sui rischi per la salute e per le relazioni sociali potrebbe dare un segnale più efficace di un post sulle reti social destinato a perdersi nel rumore di fondo. Pensiamo anche ad una campagna nelle scuole, visto che le nuove varianti del virus si diffondono più facilmente fra i giovani. Pensiamo anche che ai necessari richiami e sollecitazioni al rispetto delle regole si debbano accompagnare controlli stringenti e, se necessario, sanzionare i trasgressori. Lo si deve anche a chi rispetta le regole e si trova oggi a subire le conseguenze di comportamenti scorretti di una minoranza o a mancati provvedimenti più restrittivi nei confronti di attività aggregative extrascolastiche organizzate o libere.

Oggi con la zona rossa generalizzata siamo tutti più penalizzati, attività commerciali, famiglie che devono riorganizzarsi, mobilità limitata, relazioni sociali fortemente ridotte e, dulcis in fundo, scuole di ogni ordine e grado chiuse, didattica a distanza per chi può, con tutti i limiti che ha la scuola a distanza. Occorre agire affinchè la scuola ritorni in presenza nel più breve tempo possibile, eventualmente anche stringendo sulle aggregazioni fuori dalla scuola.

Incidenza settimanale di nuovi casi di Covid-19 riferita a una popolazione di 100 mila abitanti, calcolate su dati disponibili sulla stampa (fonte: La Pressa, salute.regione.emilia-romagna.it, Corriere, Repubblica, Messaggero, tg24 Sky)

Pubblichiamo un aggiornamento sui dati dell'indice di incidenza di nuovi casi settimanali di covid-19 a Nonantola, messo a confronto con lo stesso indice per la provincia di Modena, l'Emilia-Romagna e l'Italia, indice riferito a una popolazione di 100 mila abitanti.

Sono numeri estremamente preoccupanti, che come Nonantola Progetto 2030 abbiamo segnalato alla Conferenza dei capigruppo (l'organismo consultivo del Comune cui partecipano i capigruppo di ciascun gruppo consigliare, presieduta dal presidente del consiglio comunale, cui partecipa anche il Sindaco) già da martedì 16 febbraio, quando l'incidenza era ancora inferiore ai 400 casi settimanali per 100 mila abitanti. Oggi, dopo soli 12 giorni, l'incidenza è salita a 737 nuovi casi settimanali per 100 mila abitanti, un valore più che doppio di quello di Modena.

Una nuova richiesta convocazione urgente della Conferenza dei capigruppo è stata rinnovata lunedì 22 febbraio, (inoltrata da Nonantola Progetto 2030, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Nonantola Libera, cui si è associato anche il capogruppo di Una Mano Per Nonantola), richiesta rimasta lettera morta fino a sabato 27 febbraio quando la Presidente del consiglio Ferri, ammettendo che "la situazione è delicata" ha finalmente convocato la Conferenza dei capigruppo per martedì prossimo, 19 giorni dopo l'ultimo incontro, con buona pace dell'urgenza.

Vista la riluttanza dell'Amministrazione a discutere nelle sedi appropriate della preoccupante situazione dei contagi, giovedì 25 febbraio abbiamo pubblicato i nostri dati, chiedendo all'AUSL se la situazione di Nonantola non richiedesse interventi specifici e continueremo a farlo fino a quando l'incidenza dei contagi rimarrà così alta.

Vedremo cosa ci dirà martedì la Sindaca, visto che con un post sui social ci informa che "il contatto con ASL è frequente, anche quotidiano quando ce n'è bisogno". Rimane a nostro avviso inaccettabile che queste informazioni non vengano condivise con i consiglieri comunali e con i cittadini.

Dopo lo screening generalizzato esteso a tutte le persone che frequentano la scuola primaria Fratelli Cervi di Nonantola e il tranquillizzante comunicato dell’Amministrazione comunale del 21 febbraio scorso riferito alla situazione della scuola, permane la preoccupazione per i dati che riguardano la città nel suo insieme e ci chiediamo se non sia il caso di intraprendere azioni di contenimento del coronavirus più efficaci del consueto richiamo al rispetto delle regole.

Perché purtroppo i numeri del contagio a Nonantola rimangono alti come abbiamo già segnalato all’Amministrazione comunale lo scorso 16 febbraio in occasione della Conferenza dei capigruppo (in media oltre 11 nuovi casi al giorno da tre settimane), un trend che non accenna a diminuire.

Preoccupati da questo trend, abbiamo confrontato i dati dei nuovi contagi di Nonantola con quelli medi della provincia di Modena, dell’Emilia-Romagna e dell’Italia, calcolando l’indice di incidenza settimanale di nuovi casi riferita a una popolazione di 100 mila abitanti. Il risultato è che mentre in Italia si verificano in media 161 nuovi casi e sia in Emilia-Romagna che in provincia di Modena i nuovi casi sono 266 (valore che giustifica il colore arancione recentemente acquisito dalla nostra regione) a Nonantola l’incidenza settimanale è andata aumentando nel mese di febbraio fino al valore attuale di 611 nuovi casi settimanali.

Incidenza settimanale di nuovi casi di Covid-19 riferita a una popolazione di 100 mila abitanti, calcolate su dati disponibili sulla stampa (fonte: La Pressa, salute.regione.emilia-romagna.it, Corriere, Repubblica, Messaggero, tg24 Sky)

Con queste nostre valutazioni non vogliamo sostituirci alle autorità sanitarie, ma a queste chiediamo se questi dati non richiedano una maggior attenzione da parte dell’AUSL sulla situazione nonantolana. Quali azioni si devono intraprendere per riportare questa curva a valori in linea con la media provinciale? Servono più tamponi (perché dunque non estenderli a tutta la cittadinanza?) o tracciamenti più efficaci? Servono misure eccezionali come quelle adottate dai 14 Comuni dell’AUSL di Imola (la cosiddetta zona arancione scuro) quando l’incidenza settimanale ha superato i 400 casi? Serve un osservatorio provinciale e pubblico sui dati del contagio?

Di certo il richiamo al rispetto delle regole non è sufficiente e ogni giorno che passa conta. Riteniamo importante che le istituzioni, nel loro insieme e con le loro specifiche competenze, si facciano punto di riferimento per i cittadini. Per questo motivo, lunedì scorso Nonantola Progetto 2030, insieme ad altre forze politiche rappresentate in consiglio comunale, ha chiesto all’Amministrazione la convocazione d’urgenza di una Conferenza dei capigruppo per decidere, con le autorità sanitarie, come affrontare questa preoccupante situazione.

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Ciclo di tre conferenze in diretta streaming organizzate da Emilia-Romagna Coraggiosa - Modena con l'adesione delle liste civiche Sinistra per Modena, Idee in Comune - Castelfranco Emilia, Nonantola Progetto 2030 e Una Mano per Nonantola.

Primo incontro lunedì 22 febbraio 2021 ore 21 - La rotta del Panaro, l'alluvione di Nonantola e della Fossalta: rischio idraulico del nodo di Modena, corridoi ecologici e animali fossori, il ruolo di prevenzione delle politiche urbanistiche

Intervengono:

  • Paolo Mignosa - Università di Parma: Il rischio di allagamento del territori della pianura modenese
  • Mauro Ferri - faunista: Il corridoio ecologico del Panaro e gli animali fossori
  • Eriuccio Nora - Esperto di pianificazione territoriale: La riduzione del rischio idraulico e della vulnerabilità territoriale operata dalla pianificazione urbanistica
  • Carlo Magnoni - Candidato all'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna: Cosa imparare dall'alluvione del Panaro
  • Interventi e domande dal pubblico
  • Conclusioni di Igor Taruffi - Capogruppo gruppo assembleare Emilia-Romagna Coraggiosa

Conduce: Alessandro di Bona

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È partita la raccolta firme per una proposta di Legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista, promossa da Maurizio Verona, Sindaco di Stazzema.

Si può firmare anche in Comune a Nonantola, presso l'ufficio di Segreteria (Via Roma 41) nei giorni di lunedì, martedì e venerdì dalle 8.30 alle 10.30, mercoledì e giovedì dalle 10.30 alle 12.30 e il sabato dalle 9.30 alle 11.30. È opportuno telefonare per prenotarsi allo 059/896618.

Sono necessarie almeno 50.000 firme entro il 31 marzo. Nonantola Progetto 2030 invita tutti i cittadini a firmare e a pubblicizzare l'iniziativa.

L'alluvione di Nonantola dello scorso 6 dicembre non è stata una disgrazia causata dalle piogge eccessive. Quel giorno infatti, l'idrometro di Navicello non ha mai raggiunto la quota di allarme rosso. L'argine del Valentino ha ceduto prima, improvvisamente, quando c'erano ancora diversi metri di franco rispetto alla quota arginale. Esattamente quanto è successo il 19 gennaio 2014 a S. Matteo sul Secchia, causando l'alluvione di Bomporto e Bastiglia. Esattamente quanto è successo sul Panaro quel pomeriggio dello stesso giorno di sei anni fa, qualche centinaio di metri più a monte della falla di oggi, in quel caso, per fortuna, senza gravi conseguenze per Nonantola. Argini fragili dunque, che cedono improvvisamente ben prima di essere sormontati dalle acque. Come un ponte che crolla senza preavviso, come un palazzo che di punto in bianco collassa.

Le cause della falla di S. Matteo sul Secchia sono state individuate da uno studio commissionato nel 2014 dalla Regione Emilia-Romagna: "si ritiene che la presenza di un articolato sistema di tane (di istrice, tasso e volpe, n.d.r.) sia stata determinante ai fini del collasso arginale", conclude lo studio. Non sappiamo se il cedimento di oggi abbia le stesse cause, attendiamo i risultati di una nuova commissione di indagine, ma di certo le analogie sono molte.

Lo scorso 14 dicembre, in risposta a un'interrogazione presentata in Consiglio Provinciale dal gruppo Civici e Progressisti per Modena, AIPO, l’agenzia interregionale che ha in carico la gestione degli argini e dei fiumi del bacino idrografico del Po, ha ammesso che: 1) dal 2014 in poi non sono stati eseguiti lavori di adeguamento strutturale dell'argine sul tratto oggetto della rotta attuale; 2) l'attività di prevenzione dei danni causati da mammiferi con abitudini fossorie (istrice e tasso, n.d.r.) "appare utopistica per diverse ragioni" perché: a) le specie istrice e tasso sono protette e non cacciabili; b) le tane si riformano poche ore dopo la chiusura; c) azioni di protezione delle arginature (per esempio reti anti-intrusione o ingrossatura delle sagome arginali) sono "ardue" e "costosissime" e "al momento non sostenibili". In altre parole AIPO, pur consapevole del problema della fragilità arginale e delle sue conseguenze (certamente l'alluvione del 2014 è una di queste, molto probabilmente anche l'alluvione del 2020), alza le mani di fronte a un problema legislativo e a un problema di risorse.

Noi cittadini di Nonantola siamo sconcertati di fronte al "candore" di tali ammissioni. Nonostante fosse noto sia il problema della fragilità che la sua causa, in sei anni nulla è stato fatto a motivo di carenze legislative o di insufficienza di risorse per la manutenzione. Risorse che adesso saranno spese, in misura certamente maggiore, per gestire l'emergenza (si stima che l'alluvione di Bastiglia e Bomporto causò oltre 500 milioni di danni e Nonantola non sarà da meno). E alla luce di tali ammissioni si può ancora parlare di disgrazia? O sarebbe meglio parlare di mancati interventi?

Perché questo è un punto fondamentale: lo Stato in caso di disgrazia, cioè di un evento imprevedibile, è tenuto a dare sostegno ai cittadini colpiti in termini di aiuti, di parziali ristori, di offrire una mano per ripartire, come è successo per il terremoto del 2012, per la tromba d’aria nel 2014 o per la grandinata nel 2019. Ma se fosse accertata la mancata manutenzione o i mancati interventi con prevedibili conseguenze catastrofiche come il cedimento dell’argine, sarebbe ancora legittimo parlare di aiuti?

Noi di Nonantola Progetto 2030 crediamo di no. Crediamo che invece si debba parlare di risarcimento dei danni da parte di chi aveva il compito di tenere in efficienza e sicurezza una infrastruttura strategica come una diga (di fatto i nostri argini sono dighe: quando il vecchio ponte di Navicello viene chiuso a causa di una piena è perché il livello idrometrico del Panaro si trova all'altezza del terzo piano della Torre dei Modenesi). E un risarcimento danni deve essere al 100%, sia per quanto riguarda i danni all'edilizia, sia per quanto riguarda i danni ai beni mobili, agli elettrodomestici, ai macchinari, alle automobili, alle attività produttive e commerciali. Ben venga quindi la dichiarazione di stato d’emergenza nazionale riconosciuta dal Governo, ma altrettanto devono essere individuate le responsabilità e, quindi, garantiti i diritti di tutti i cittadini danneggiati. Non vogliamo aiuti, ma risarcimenti al 100%.

È quanto chiede lo stesso Comitato Cittadini Alluvionati di Nonantola che molto opportunamente si è costituito subito dopo l'evento catastrofico non per competere, ma per rivendicare dal basso l'azione risarcitoria nei confronti delle istituzioni coinvolte.

Infine, insieme ad altre forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale, abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario sulle cause dell'alluvione e sui risarcimenti, alla presenza di AIPO, Regione Emilia-Romagna e Protezione Civile. Sarà anche l’occasione per discutere dell’anticipo sui risarcimenti, della quantificazione dei danni al patrimonio pubblico, del funzionamento del sistema di allerta, del deflusso delle acque sul nostro territorio e della struttura tecnica comunale che si troverà a gestire la grandissima mole delle richieste di risarcimento.

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Esprimiamo grande soddisfazione per l'annuncio che il 7 gennaio vedrà la riapertura delle scuole sia nel nostro Comune, segnato pesantemente dalla recente alluvione, sia per i nostri studenti delle scuole superiori (in percentuale 50% - 75% in presenza), che necessitano del trasporto pubblico verso Modena o altri comuni vicini. Una ripartenza a Nonantola dovuta all'impegno profuso, in questi giorni difficili, sia da chi ne ha la responsabilità (istituzioni, Amministrazione e protezione civile), sia dai tanti volontari che si sono messi a disposizione per garantire questo risultato non scontato a pochi giorni dall'alluvione.

Non vogliamo però tacere che in questa situazione di tensione positiva si siano manifestate anche diverse tensioni negative tra le diverse componenti della scuola (docenti e genitori) e con l'Amministrazione comunale. Si è nuovamente evidenziato quel malessere che ogni tanto riaffiora e si manifesta, su questioni specifiche, con modalità a volte dure e conflittuali che denotano, quantomeno, difficoltà di comunicazione e di ascolto reciproco.

Nel caso specifico, lo scontro, manifestatosi con articoli sui giornali, lettere pubbliche, ordini del giorno votati in consiglio comunale, dimissioni in Consiglio di Istituto e il coinvolgimento dei livelli scolastici provinciali e regionali, si è prodotto sull'attivazione della didattica a distanza nei giorni successivi all'alluvione.

Entrando nel merito noi di Nonantola Progetto 2030 pensiamo che:

  1. Si debba sempre fare ogni sforzo per garantire la didattica in presenza. Nulla può sostituire l'efficacia, sia relazionale, che dei processi di apprendimento, del rapporto diretto, in presenza, tra gli studenti stessi e tra gli studenti e i docenti.
  2. Nei momenti di eccezionalità come quelli che stiamo vivendo tutti dovrebbero essere pronti ad attivare forme flessibili di attività, alternando momenti in presenza all'interno di specifici progetti pensati, progettati e gestiti dai docenti, eventualmente anche in spazi diversi da quelli scolastici, a momenti di didattica a distanza.
  3. La scuola deve essere messa in condizione di attivare, in brevissimo tempo, la didattica a distanza, che va vista come extrema ratio, tutelando il diritto allo studio di tutti gli studenti, sia quelli con svantaggio economico o digitale, sia quelli con svantaggio culturale e prevedendo interventi specifici per alunni con disabilità.

Questo era il senso che noi abbiamo inteso dare, approvandolo, all'ordine del giorno sull'uso della didattica a distanza nei giorni post alluvione discusso in Consiglio Comunale. Queste opzioni non ci paiono in conflitto, ma vanno utilizzate secondo le esigenze. Sono opzioni a disposizione della scuola che le può attivare secondo le necessità.

Vogliamo essere chiari, non temiamo le prese di posizione ferme quando supportano visioni o sostengono punti di vista diversi. Temiamo invece l'incapacità di far discendere dal conflitto una ricomposizione che induca cambiamenti positivi. Temiamo che l'agire di tutti contro tutti, come semplice contrapposizione, si traduca in incomunicabilità e disorganizzazione.

Pensiamo si debba avere grande cura della scuola, perciò sollecitiamo tutti i soggetti coinvolti a ritrovare capacità di ascolto e volontà costruttiva reciproca. Invitiamo l'Amministrazione comunale a produrre un'iniziativa volta a superare i problemi e a rilanciare la centralità della scuola, consapevoli che incomunicabilità e spirito di autosufficienza non servono a nessuno.

Nonantola Progetto 2030, come forza di opposizione, ha avanzato da tempo tre proposte che possono aiutare a sviluppare confronto e ascolto reciproco.

  1. Un Consiglio comunale aperto annuale sulla scuola nel nostro Comune.
  2. La costituzione di una consulta della scuola.
  3. L'organizzazione del "settembre pedagogico", annuale o biennale, per sviluppare il rapporto scuola-città e creare sinergie fra scuole e territorio. Un momento di riflessione per tenere alta la tensione positiva della comunità sul terreno della formazione con laboratori, convegni, dibattiti ed eventi per insegnanti, genitori e tutta la cittadinanza.

Nessuna di queste proposte è mai stata presa in considerazione. Se si hanno altre idee è tempo che vengano esplicitate e concretizzate. Bisogna avere grande cura della scuola, perché il nostro futuro passa di lì.

Non meno importante è la questione del trasporto degli studenti per Modena e le difficoltà che da sempre ci sono e ora sono amplificate dalla pandemia. Auspichiamo che anche per i nostri studenti sia stato predisposto un servizio di trasporto adeguato alla situazione che stiamo vivendo. Sarebbe inaccettabile se ciò non avvenisse. Sollecitiamo quindi la nostra Amministrazione comunale a verificare, presso le autorità competenti (Prefettura, Provincia), prima del 7 gennaio 2021, che gli studenti di Nonantola possano accedere agli istituti scolastici di Modena nel rigoroso rispetto delle regole, sia sui pullman che prima, evitando gli assembramenti nelle fasi di attesa dei mezzi di trasporto, non escludendo la possibilità di gestione e controllo da parte delle forze dell'ordine o della polizia locale nei momenti di maggior afflusso.

Sono giorni difficili, duri e complicati per molti nostri concittadini. Alle difficoltà legate al Covid-19, che non ci dà tregua, si è aggiunta un'alluvione che, per fortuna senza vittime, ha lasciato mezzo paese sotto l'acqua e il fango, mettendo in grave difficoltà cittadini, famiglie, attività commerciali, artigianali e industriali, due farmacie, alcuni importanti negozi per il rifornimento alimentare, per non parlare delle nostre scuole e di alcuni importanti servizi culturali come la biblioteca e la scuola di musica. Un quadro pesante da diversi punti di vista: economico, materiale, fisico e psicologico. Ad emergenza superata saremo intransigenti nella ricerca e nell'individuazione di eventuali errori e sottovalutazioni che si fossero manifestati ad ogni livello di competenza e di responsabilità.

In questo momento però deve prevalere il senso civico, la coesione, lo spirito di servizio verso il nostro paese e i suoi cittadini oggi in grave difficoltà. Per questo, oltre a essere presenti individualmente come cittadini all'interno delle organizzazioni di volontariato, come gruppo politico Nonantola Progetto 2030 vogliamo ringraziare tutti coloro che a vario titolo si sono subito attivati nella fase acuta dell'emergenza, senza risparmiare energie, a partire dalla Protezione Civile, a chi ha la responsabilità di amministrarci, ai vigili del fuoco, alle forze dell'ordine, ai dipendenti del Comune e delle società partecipate, fino a quella splendida realtà del volontariato locale che attraverso il coordinamento della Consulta del Volontariato si è messa a disposizione della collettività.

La mattina del 6 dicembre verso le sei di mattina, quando il livello idrometrico del Panaro era ancora in zona arancione, quindi ben al di sotto della quota arginale, si è aperta una falla nell'argine destro all'altezza del Valentino, in prossimità di una zona dove il 19 gennaio 2014 si produsse una falla simile, allora per fortuna senza gravi conseguenze. Questa volta la falla si è rapidamente allargata e solo grazie gli interventi del personale di AIPO (l'agenzia interregionale che si occupa della manutenzione dell'intero bacino idrografico del fiume Po) in tarda mattinata la falla è stata dapprima contenuta e poi fermata. L'acqua fuoriuscita ha prima scavalcato la via Imperiale e poi ha seguito il suo inesorabile cammino verso il punto più basso del nostro territorio (il Torrazzuolo, in Partecipanza), passando verso le ore 15 per Nonantola e Gazzate e qualche ora più tardi per Casette. Subito dopo l'apertura della falla è partita l'allerta alla popolazione, che tuttavia nelle sette-dieci ore che hanno preceduto l'arrivo dell'acqua in paese, non ha, a nostro avviso, avuto l'effetto di far percepire ai cittadini l'arrivo di un'alluvione di quell'entità. Poi, nelle giornate successive all'alluvione la comunicazione fra istituzioni e cittadini si è realizzata prevalentemente via social (Facebook, Whatsapp) generando in qualche caso confusione soprattutto a causa della mancanza di un luogo istituzionale (per esempio il sito web del Comune o pagine specificatamente deputate alla comunicazione ufficiale) ove reperire informazioni immediate e sicure. Sarà necessario verificare se si sia evidenziata la necessità di organizzare l'informazione in modo più efficace attivando strumenti diversi. Ne riparleremo ad emergenza finita avanzando proposte in tal senso.

Sul versante istituzionale la Regione ha giustamente deciso di istituire una commissione di inchiesta per individuare cause e responsabilità di quanto è accaduto e sta preparando le ordinanze per i rimborsi a cittadini e imprese. Come Nonantola Progetto 2030 riteniamo che Nonantola debba ufficialmente entrare a far parte di quella commissione e che i rimborsi debbano riguardare tutti i beni, sia mobili che immobili, danneggiati dall'alluvione.

Riteniamo inoltre che la nostra Amministrazione comunale debba agire fin da subito per:

  1. organizzare momenti informativi pubblici in presenza o in streaming con Regione e Provincia per l'analisi della situazione;
  2. attrezzare la struttura tecnica comunale per la gestione amministrativa delle pratiche di rimborso, attraverso il potenziamento dell'Ufficio Tecnico, chiedendo supporto ai Comuni dell'Unione del Sorbara o attraverso l'assunzione di personale a tempo determinato con il supporto della Regione;
  3. favorire un'azione coordinata fra l'Amministrazione e le associazioni di cittadini per facilitare le pratiche dei rimborsi;
  4. agire subito anche in sede locale per anticipare aiuti alle persone, alle famiglie, alle attività economiche che si trovino in difficoltà a ripartire;
  5. mettere in campo tutte le azioni possibili per riaprire in sicurezza le scuole danneggiate dall'alluvione già dal 7 gennaio, anche adottando misure provvisorie in sostituzione degli impianti danneggiati.

Ciò che è accaduto ci rende ancora più convinti della necessità di dotarci finalmente di uno strumento di pianificazione urbanistica per la gestione corretta del nostro fragile territorio, che metta al centro il consumo zero di suolo. Un piano urbanistico che dovrà necessariamente coordinarsi con un piano per la gestione delle emergenze e che indichi, anche sulla base dell'esperienza, come agire efficacemente nelle ore successive all'emergenza.

Infine, mentre invitiamo i cittadini ad aderire alla raccolta fondi promossa dall'Amministrazione comunale, chiediamo che l'Amministrazione indichi con chiarezza la destinazione dei fondi che verranno raccolti, definendo progetti il più possibile condivisi. Inoltre chiediamo che in questa drammatica situazione, tutto il Consiglio comunale sia costantemente coinvolto nell'organizzazione delle fasi post-alluvione.