Vai al contenuto

Anche a Nonantola serve un impegno congiunto e ambizioso per una ripartenza funzionale a costruire il "dopo pandemia"

Lettera aperta

Sta per iniziare un nuovo anno scolastico. L'anno trascorso si è interrotto in modo traumatico per tutti – alunni, insegnanti, operatori della scuola, dirigenti e famiglie. La ripresa sarà inevitabilmente segnata pesantemente sia da quella chiusura improvvisa ed emergenziale, con le sue lacerazioni didattiche, relazionali e sociali mai ricucite, sia dalle difficoltà oggettive e soggettive che segnano una ripartenza ancora pesantemente condizionata dalla situazione sanitaria.

Sono inaccettabili e in larga parte strumentali le accese polemiche quotidiane che accompagnano questo inizio di anno scolastico. Vogliamo ricordare agli odierni… maestrini che la situazione in cui si trova la scuola pubblica in Italia è il risultato di precise scelte politiche fatte negli ultimi decenni. Per esempio, dal 2000 al 2017 l'istruzione in Italia ha visto ridotte le risorse di quasi un punto di PIL (6 miliardi in valore nominale e circa 14 miliardi attuali).

In questa condizione di certo non ideale e nonostante qualche ritardo ed errore siamo consapevoli che la ripartenza verrà necessariamente determinata dalla mediazione fra dati di realtà (aule, spazi, personale, risorse materiali, trasporti, sicurezza, …) e un rischio considerato accettabile. Pur comprendendo le difficoltà del momento, riteniamo indispensabile che la scuola riprenda in pieno il suo cammino nella maggiore sicurezza possibile.

Proprio per questo risulta indispensabile che ogni soggetto in campo produca il massimo sforzo per ridare slancio al percorso didattico ed educativo in parte interrotto. Ognuno per le proprie competenze, ma in uno sforzo condiviso e coordinato. La scuola, che ne ha la responsabilità e la competenza, viene chiamata oggi a produrre ogni sforzo per non abbassare il livello e la qualità dell'azione educativa, volta a stimolare e a coltivare i talenti e a supportare in ogni modo le difficoltà e le disabilità. Le nostre scuole possiedono sia le risorse umane (al netto dei tagli scellerati operati negli ultimi anni) sia le competenze per rispondere positivamente alle problematiche che si presentano, sia la capacità di attuare la necessaria flessibilità organizzativa e didattica per affrontare una situazione oggettivamente complessa che sarà punteggiata probabilmente da continui stop-and-go a livello di singoli classi o di scuola. Sarebbe azione lungimirante prevedere fin da subito un proprio piano per la didattica digitale integrata per non essere presi alla sprovvista da eventuali nuovi lockdown. Nelle scuole dell'infanzia riteniamo importante che siano mantenuti il più possibile i contatti con bambini e famiglie.

L'Amministrazione comunale, che negli anni si è spesa per supportare l'azione delle nostre scuole, ha di fronte a sé un compito importante: garantire, ad ogni ordine di scuola presente sul territorio, spazi e strutture adeguate, dalle aule mensa ai trasporti. Anche se non sarà semplice, pensiamo debba essere fatto ogni sforzo perché siano messi a disposizione delle scuole tutte le capacità propositive dei servizi culturali comunali, così come avviene negli anni "normali", mettendo in campo spazi agibili e progetti di qualità da parte del CEAS (Centro di educazione ambientale e alla sostenibilità), ludoteca, biblioteca, fonoteca e Centro di intercultura.
Auspichiamo poi che le famiglie assumano un ruolo positivo e propositivo, sia soggettivamente che attraverso le loro rappresentanze negli organi collegiali. Le famiglie, in questa materia, non possono essere considerate semplici controparti, ma soggetti attivi di un sistema complesso. Ci pare fondamentale che i diversi soggetti (scuola, famiglie e Amministrazione), nel rispetto dei rispettivi ruoli e competenze, collaborino per consentire alle nostre scuole di riprendere a svolgere la loro fondamentale funzione di istruzione ed educazione.

In questo contesto difficile, mentre apprendiamo con piacere che dopo momenti di difficoltà sembra finalmente ripresa la collaborazione fra Istituto Comprensivo Fratelli Cervi e l'Amministrazione comunale, in questa sede unica che ci è concessa per interloquire con l'Amministrazione su queste tematiche, vorremmo porre l'attenzione su alcuni aspetti specifici inerenti l'inizio dell'anno scolastico.

  • Mensa: il momento del pasto si configura importante sia per gli aspetti legati all'educazione alimentare, sia come momento di socializzazione, ma come tutti gli elementi collettivi della scuola, assume elementi di criticità e non ci nascondiamo le difficoltà della sua gestione. A nostro avviso vanno garantiti il mantenimento del gruppo classe in assoluta separatezza e sicurezza, prevedendo barriere o adeguate distanze fra un gruppo e l'altro. In ogni caso dovrebbe essere garantito, a chi vuole mangiare in classe, di poterlo fare.
  • Trasporti intercomunali: ci sembra ipocrita far finta che il problema del trasporto degli studenti verso Modena ci sia a causa del covid. Il problema dell’affollamento esiste da anni per i nostri studenti delle superiori. Pochi autobus stracolmi e un capolinea che definirlo "stazione" è più un auspicio o meglio un eufemismo: una landa di asfalto con due piccolissime pensiline soggette alle intemperie invernali e al cocente sole estivo, il tutto completato da ridicoli portabici. Sarebbe necessario che tutti si mobilitassero per risolvere definitivamente questi annosi problemi. Ancora più annoso, se non addirittura “storico”, è la permanenza del nostro Comune nel bacino territoriale di TPER, erede della vecchia linea post-ferroviaria Modena/Ferrara e con un bacino di utenza sviluppato principalmente sulla tratta Ferrara-Bologna, che impedisce di fatto una maggiore frequenza e continuità nei collegamenti con Modena e con il Distretto del Sorbara. Il tema della mobilità scolastica (e non solo) deve essere affrontato in una logica territoriale – provinciale e regionale – che porti anche Nonantola nella sfera di programmazione e di intervento di SETA.
  • Trasporto comunale (scuolabus): anche il trasporto scolastico comunale necessita di adeguamenti e di riorganizzazione per il rigoroso rispetto delle linee guida previste. Noi pensiamo che si dovrebbe agire su più piani:
    1. Aprire un confronto serrato con la Regione per rendere totalmente gratuito il servizio di trasporto degli alunni nel tragitto casa-scuola;
    2. Potenziare e incentivare modalità alternative per raggiungere la scuola, per esempio:
      • Incentivare l'uso del Piedibus;
      • Stimolare, in particolare per i più grandi (alunni delle scuole medie), l'autonomia nel percorso casa-scuola, a piedi o in bici, garantendo attraversamenti e percorsi sicuri con la presenza nei punti strategici di vigili e volontari opportunamente formati.
      • Organizzare, attraverso accordi volontari con commercianti o luoghi con attività pubbliche, una rete di supporto sul territorio, cui i ragazzi possano rivolgersi in caso di bisogno, luoghi segnalati da apposita cartellonistica sulle vetrine.
      • Incentivare l'uso della bicicletta facendo corrispondere dei "bonus" basati sui km percorsi nel tragitto casa-scuola per la manutenzione o acquisti di equipaggiamento, ovvero un nuovo progetto "miglia verdi" da costruire con le scuole, ad esempio dal Comune e dal Consiglio dei ragazzi.
      • Far decollare la realizzazione di una rete ciclabile connessa, che colleghi finalmente fra loro parchi, luoghi pubblici e scuole in totale sicurezza.
  • Costruire un sistema di sorveglianza sanitaria con l’ASL e il Distretto che, potenziando i servizi di pediatria di comunità, costituisca sul nostro territorio un presidio di Medicina Scolastica efficace e continuativo.
  • Lavorare insieme, attraverso Patti di corresponsabilità fra i diversi soggetti istituzionali, per la piena inclusione scolastica di tutti i bambini e ragazzi, con particolare attenzione ai più “fragili” affinché il diritto allo studio sia garantito a tutti senza disparità;
  • Pre- e post-scuola, pur ridisegnati in base alle attuali esigenze di prevenzione pandemica, non possono essere sacrificati e/o depotenziati, né tantomeno essere relegati a servizi accessori, eventualmente garantiti dal volontariato. Il tema va affrontato parallelamente a maggiori spazi e a più personale - sia docente che ATA - che allarghi l’offerta formativa dal tempo scuola ordinario al tempo formazione permanente dentro e fuori gli spazi istituzionalmente dedicati.
  • Istituire anche a Nonantola il Settembre pedagogico, iniziativa da estendere eventualmente ai Comuni dell'Unione, sulla linea di quanto raccomandato e promosso dall'ANCI per sviluppare il rapporto scuola-città e creare sinergie fra scuole e territorio. Un momento comune a tutte le scuole del distretto, a cadenza annuale, per tenere alta la tensione positiva della comunità sul terreno della formazione con laboratori, convegni, dibattiti, attività specifiche per gli insegnanti ed eventi per i genitori e tutta la cittadinanza.

Siamo consapevoli delle difficoltà che la situazione ci pone davanti. Non servono strumentalizzazioni, ma lo sforzo di tutti per trovare le migliori soluzioni ai problemi che dobbiamo affrontare. Critiche costruttive e proposte pensiamo possano aiutare a fare "di necessità virtù" e a trasformare una difficoltà in un progetto che indichi una strada nuova e migliore.

Animati da questo spirito, mettiamo tutto il nostro impegno nelle istituzioni e in tutti i contesti dove sarà necessario, augurando a tutti – insegnanti, collaboratori scolastici, studenti e famiglie – un buon anno scolastico.

Qui puoi scaricare il file PDF della lettera aperta.

Nei giorni scorsi, l'Amministrazione comunale, per voce dell'Assessore all'Urbanistica Piffero, ha lamentato il fatto che sul progetto Consolata — la nuova edificazione che nascerà alle porte di Nonantola e che sottrarrà 87 mila metri quadri di terreno all'uso agricolo — l'Amministrazione ha dovuto "fare i conti con diritti già acquisiti da parte dei soggetti attuatori".

È vero che la scelta viene da lontano e che ogni Amministrazione, da quasi mezzo secolo a questa parte, ha dovuto confrontarsi con quella decisione scellerata, ma nessuna Amministrazione, prima di oggi, ha mai pensato di insediare in quell'area delle funzioni produttive. La decisione di dedicare fino al 50% della superficie utile del comparto alla costruzione di capannoni o altre funzioni produttive, a nostro avviso distorsiva della buona urbanistica, è stata assunta da questa Amministrazione e di tale decisione è unica responsabile.

Quello che chiediamo all'Amministrazione è uno sforzo per migliorare la qualità complessiva del progetto, che si otterrebbe semplicemente spostando le previsioni produttive del Consolata sul terreno di proprietà del Comune nel vicino quartiere artigianale delle Gazzate e, allo stesso tempo, vincolare i terreni liberati del Consolata all'uso boschivo o agricolo, riducendo le aree impattate dalle nuove edificazioni.

Qui puoi leggere la nostra proposta completa sul Fondo Consolata.

Il Consiglio Comunale dello scorso 25 giugno ha adottato una variante al Piano Regolatore Generale in località “Fondo Consolata” su un’area di oltre 87 mila mq attualmente ad uso agricolo che sarà trasformata in terreno edificabile. Il nostro Gruppo Consigliare Nonantola Progetto 2030 ha espresso il suo voto contrario perché la proposta introduce modifiche distorsive della buona urbanistica non compensate dalla riduzione della superficie territoriale. Ci riferiamo in particolare alla possibilità di ospitare funzioni produttive per una quota fino al 50% della superficie edificabile, cioè oltre 10 mila mq, funzioni mai previste prima d’oggi in quel comparto. In un precedente comunicato abbiamo definito il progetto Consolata un’espansione urbanistica “fuori contesto storico, economico e culturale” come può esserlo un progetto “datato”, nato negli anni ’70 su presupposti che oggi non ci sono più, ma che, in forza di leggi – nazionali e regionali – e di un Piano Regolatore risalente oramai al 1997, ha determinato diritti edificatori difficilmente sindacabili. A partire da un’idea di paese che non cresca in quantità, ma in qualità e dove il bene comune rappresentato dal territorio si concili comunque con gli interessi costituiti, abbiamo formulato una soluzione più vantaggiosa per il nostro territorio. Presentiamo qui la nostra proposta, con l’intento di aprirla al dibattito pubblico, nella convinzione che una modifica migliorativa rispetto a quanto approvato in Consiglio Comunale sia ancora possibile.

La storia recente del Fondo Consolata

Prima di entrare nel merito della nostra proposta è necessario analizzare la storia urbanistica del Fondo Consolata dell'ultimo decennio. Il Fondo Consolata riguarda un’area complessiva di oltre 160 mila mq (vedi Figura 1) formata da due porzioni territoriali, una esterna alla tangenziale confinante con il lato in direzione Modena e con la via Nonantolana e una interna alla tangenziale, compresa fra il lato in direzione Bologna e via Gazzate. La prima area è ora utilizzata quasi interamente ad uso agricolo, con una piccola parte occupata da un distributore di carburanti con accesso sulla via Nonantolana. Su una parte di quest’area, sul lato sud-ovest, nel corso degli anni si è formato spontaneamente un bosco spontaneo. La seconda area, di circa 20 mila mq, indicata con una linea gialla, è un relitto risultante dal frazionamento del Fondo Consolata che è stato ceduto al Comune dagli stessi proprietari con un accordo territoriale precedente per la realizzazione della tangenziale.

Figura 1: Piano Particolareggiato Fondo Consolata approvato nel 2009/10 vigente fino alla variante adottata lo scorso 25 giugno 2020. Il progetto prevedeva la realizzazione di 41 mila mq di insediamenti commerciali e ricettivi su una superficie territoriale di 95 mila mq, la cessione al Comune di due aree a verde per un totale di 46 mila mq e la realizzazione in via Rebecchi di edifici residenziali (non indicati in figura) inizialmente previsti su questo comparto. L’area a ovest compresa fra la tangenziale e via Gazzate indicata con una linea gialla, inizialmente di proprietà degli stessi soggetti, è stata ceduta al Comune prima della variante 2009/10 in seguito agli accordi per la realizzazione della tangenziale.

Per il Fondo Consolata il Piano Regolatore vigente, con un Piano Particolareggiato approvato nel 2009 e perfezionato nel 2010 prevede:

  1. l’edificazione di 41 mila mq di insediamenti commerciali e ricettivi sulle due aree esterne alla tangenziale, occupando una superficie territoriale di 95 mila mq;
  2. la cessione al Comune di una parte del bosco spontaneo e di un’area sul lato nord-est del comparto, destinata a verde pubblico, per un totale di 46 mila mq;
  3. lo spostamento di una superficie residenziale nella zona di via Rebecchi, inizialmente prevista sul Fondo Consolata, considerata incompatibile con la destinazione a uso commerciale-direzionale del comparto e quindi incongrua dal punto di vista urbanistico.

Negli anni successivi, l'eccessiva cubatura del progetto, unita alla crisi economica sopraggiunta a partire dal 2008 hanno di fatto bloccato ogni edificazione sul Fondo Consolata e indotto i proprietari a ripensare al piano degli investimenti, aprendo un'interlocuzione con l'Amministrazione iniziata all'incirca nel 2014 e conclusa nei mesi scorsi che ha portato a una sostanziale modifica del Piano Particolareggiato del 2009-2010.

La variante adottata dal Consiglio Comunale

La variante adottata lo scorso 25 giugno, mostrata sinteticamente in Figura 2, prevede infatti:

  1. una leggera riduzione della superficie edificabile sottratta all'uso agricolo (si passa dai 95 mila mq a circa 87 mila mq di superficie territoriale);
  2. una sostanziale riduzione dell'edificato (che passa da 41 mila mq a poco meno di 21 mila mq di superficie utile)
  3. la cessione al Comune dell'intera area attualmente occupata dal bosco spontaneo, passando dai 46 mila mq del precedente progetto ai 54 mila mq attuali di verde pubblico;
  4. vengono confermate le funzioni commerciali di tipo alimentare, le funzioni commerciali generiche, le funzioni ricettive (con la possibilità di elevare un hotel da sei piani + piano terra), i pubblici esercizi, il distributore di carburanti;
  5. viene data la possibilità di ospitare funzioni produttive per una quota che va dal 30% al 50% della superficie edificabile, cioè fino a oltre 10 mila mq di edificazioni di tipo produttivo (capannoni) su un’area di grande pregio ambientale, funzione mai prevista prima d’oggi in questo comparto.
Figura 2: Planimetria della variante adottata lo scorso 25 giugno 2020 dal Consiglio Comunale di Nonantola con il voto favorevole di PD e Una Mano per Nonantola, voto contrario di Nonantola Progetto 2030, M5S e Nonantola Libera, astensione di FI. Prima dell'approvazione definitiva devono trascorrere almeno 60 giorni per la raccolta di osservazioni argomentate da parte dei cittadini. Linea rossa: area attualmente agricola destinata a funzioni miste (commerciali, alimentar, produttive, ricettive, pubblici esercizi, distributore di carburanti, quest’ultimo già esistente); linea azzurra: area attualmente occupata in gran parte da un bosco spontaneo e in parte ad uso agricolo di proprietà del privato che sarà ceduta al Comune come verde pubblico; linea gialla: area risultante da espropri, relitto della costruzione della tangenziale, di proprietà del Comune non interessata dalla variante del 25 giugno 2020, ma derivata dalla precedente variante del 2009/10.

Se la variante sarà approvata – per legge il passaggio definitivo deve avvenire almeno 60 giorni dopo l'adozione e richiederà un secondo voto in Consiglio Comunale dopo il recepimento delle osservazioni da parte dei cittadini – i proprietari potranno presentare un nuovo Piano Particolareggiato, cioè una proposta dettagliata di utilizzo delle aree che comprende la suddivisione in lotti, le tipologie edilizie, la rete viaria, ecc. per poi iniziare a costruire. Anche se dovremo aspettare il Piano Particolareggiato per farci un'idea precisa della trasformazione che subirà il nostro territorio, alcuni elementi sono già stabiliti fin d'ora: alle porte di Nonantola si formerà un grande insediamento urbanistico, disomogeneo dal punto di vista delle destinazioni d'uso, che ospiterà funzioni miste commerciali, ricettive, direzionali e in buona parte produttive. Una situazione certamente favorevole per chi deve vendere i lotti, ma assolutamente contraria alla buona pratica urbanistica che mira a tenere separate le destinazioni d’uso incompatibili fra loro e a ridurre l’uso di suolo agricolo. È nostra convinzione che il nuovo Piano Particolareggiato non potrà migliorare una previsione urbanistica viziata a monte, per cui occorra ripensare adesso a una più razionale programmazione delle destinazioni d’uso, prima dell’approvazione definitiva della variante.

La nostra proposta

La nostra proposta parte da tre presupposti urbanistici legati da un'idea di paese compatto e sostenibile:

  1. pianificare le nuove urbanizzazioni secondo il principio delle zone omogenee come destinazione d’uso, evitando di affiancare nello stesso comparto funzioni diverse (produttive / commerciali / ricettive) che generano flussi e dinamiche diseguali;
  2. ridurre il più possibile l’uso di suolo agricolo, trasferendo il massimo della capacità edificatoria su aree già destinate a ospitare quelle funzioni;
  3. valutare senza pregiudizi se le scelte urbanistiche fatte in passato possano o meno essere ancora attuali e valide oggi.
Figura 3: La nostra proposta di modifica alla variante adottata lo scorso 25 giugno dal Consiglio Comunale di Nonantola. Ferma restando la cessione al Comune dell’area boschiva (linea azzurra), proponiamo il cambio di destinazione d’uso a funzioni produttive del relitto acquisito dal Comune in occasione dell’ultima variante al Piano Regolatore dopo la realizzazione della tangenziale (linea gialla) per realizzare le funzioni produttive inizialmente previste in zona agricola, e la contemporanea apposizione di un ulteriore vincolo a bosco sulle aree agricole liberate (linea verde), in continuità con il bosco esistente e con la conseguente rimodulazione della superficie territoriale del comparto, riducendo le aree edificabili esterne alla tangenziale. Proponiamo inoltre la riqualificazione del distributore di carburanti con la costruzione di un’area di sosta, l’apertura di un accesso attraverso la rotonda Gazzate e la corrispondente chiusura dell’accesso sulla via Nonantolana, mantenendo una fascia di rispetto alla strada per eventuali progetti di mobilità sostenibile e per la riqualificazione della via Nonantolana. Sulla parte colorata in giallo si potranno insediare le funzioni commerciali, direzionali, ricettive e di pubblico esercizio tutte perfettamente compatibili fra loro e integrate con la contigua area artigianale delle Gazzate.

Proponiamo pertanto che tutta la superficie produttiva prevista sul Fondo Consolata sia spostata sull’area “relitto” a est della tangenziale, riducendo allo stesso tempo la superficie territoriale del comparto a ovest della tangenziale stessa. Il relitto, di proprietà del Comune in virtù della variante del 2009/10 sul medesimo piano particolareggiato, è di fatto un’area di completamento del quartiere artigianale Gazzate, che con poche opere di urbanizzazione aggiuntive consentirebbe di ospitare in maniera coerente le attività produttive proposte e allo stesso tempo di mantenere terreno più vocato all’uso agricolo. Il terreno liberato potrebbe a sua volta essere destinato ad ampliare il bosco esistente che, circondando un comparto commerciale-direzionale meno esteso, ne ridurrebbe l’impatto urbanistico (vedi area indicata con una linea verde in Figura 3). Il Comune ha la possibilità di stabilire l’indice di edificabilità del relitto e quindi ha in mano la leva che governa il trasferimento di edificabilità dalla zona agricola alla zona artigianale e che noi pensiamo di esercitare il più possibile e in modo omogeneo rispetto al resto del quartiere artigianale delle Gazzate.

Liberata l’area esterna alla tangenziale dalle incongrue funzioni produttive, si potrebbe pensare anche a un riordino delle rimanenti funzioni. Pensiamo per esempio:

  • al distributore di carburanti, che potrebbe essere ampliato e ristrutturato come una vera e propria area di sosta e servizio, eventualmente con vendita di biocarburanti;
  • a chiudere l’attuale accesso al distributore dalla via Nonantolana, divenuto incongruo dopo la realizzazione della tangenziale e oramai pericoloso. L’ingresso dell’area di servizio verrebbe ricavata dalla viabilità interna al comparto, con accesso dalla rotonda Gazzate;
  • a mantenere nella pianificazione una fascia di rispetto di almeno 15 metri per progetti di mobilità sostenibile e per la riqualificazione della via Nonantolana.

Per quanto riguarda le funzioni ricettive previste sul comparto, pensiamo che l’altezza massima consentita (21 metri, cioè sei piani più il piano terra) debba essere sostanzialmente rivista al ribasso. Noi pensiamo che per le strutture ricettive l’esempio da seguire sia quello francese, ovvero motel a due/tre piani con annesso ristorante e integrato con strutture di servizi alla persona come centri benessere o spa. Riteniamo anche che la superficie destinata a strutture commerciali di tipo alimentare andrebbe diminuita perché l’esperienza della pandemia ci ha insegnato che esse dovrebbero essere realizzate su aree prossime al centro abitato.

Nonantola città dei boschi

Lo spostamento delle funzioni produttive riporterebbe omogeneità urbanistica, sia perché insisterebbe su un'area cosiddetta “di completamento” già vocata a quella funzione, sia perché consentirebbe di indirizzare l'(eventuale) urbanizzazione a funzioni collaterali e integrate con la zona artigianale contigua e con un tracciato viario che alleggerisce il carico sul paese. Infine, l'idea del bosco nella zona ovest del territorio comunale costituirebbe un richiamo al bosco della zona est (bosco della Partecipanza) posto al termine della tangenziale, che prefigura una sorta di tracciato naturalistico al cui interno è racchiuso anche il bosco centrale (Parco della Pace), segna fisicamente i limiti territoriali di Nonantola e la caratterizza come “Paese dei boschi”.  Un’ idea questa che potrebbe permeare il futuro Piano Urbanistico Generale, costruendo le necessarie ricuciture ecologiche fra territorio urbanizzato e aree verdi e naturalistiche, dove il futuro bosco “Consolata” potrebbe estendersi ulteriormente e connettersi con l'area arginale del fiume Panaro.

Un'ipotesi aperta al contributo di cittadini e associazioni

Consideriamo la nostra proposta come un'ipotesi di lavoro, aperta ai suggerimenti, osservazioni, commenti o altre proposte provenienti da singoli cittadini o associazioni. Chiunque voglia esprimere un contributo, lo può fare aggiungendo un post-it sulla nostra bacheca, inviando un messaggio email a nonantolaprogetto2030@gmail.com, sulla nostra pagina Facebook, oppure di persona presso la nostra sede di piazza Liberazione n. 2, aperta giovedì e sabato mattina, dalle 10 alle 12.

Qui puoi scaricare il comunicato stampa.

Il prossimo giovedì 25 giugno al Consiglio Comunale di Nonantola sarà chiesto di decidere se adottare o respingere una variante urbanistica al Piano Regolatore Generale relativa al “Fondo Consolata”, chiesta dai proprietari dei terreni a inizio dicembre 2019 ed elaborata successivamente dall’Amministrazione comunale. La variante interessa quell’area verde esterna alla tangenziale che, provenendo da Navicello, si incontra alle porte di Nonantola subito prima della rotonda di ingresso alla tangenziale, sulla sinistra, alle spalle del distributore di carburanti. Un’area a ridosso del fiume Panaro di grande pregio ambientale, attualmente agricola, che ha visto con gli anni l’estendersi di un piccolo bosco rurale spontaneo.

Si tratta di una proposta di urbanizzazione che nasce negli anni ’80, con previsioni volumetriche enormi che nel tempo si sono – per fortuna! – ridotte, fino alla penultima variante dell’aprile 2009 che, data la sua valenza sovracomunale, inseriva il progetto Consolata all’interno del Piano Provinciale degli Insediamenti Commerciali (POIC). Il progetto prevedeva il consumo di quasi 95 mila mq di terreno per la realizzazione di insediamenti commerciali (inclusi 3 mila mq di alimentare), ricettivi (un hotel a sei piani) e residenziali (questi ultimi spostati in via Rebecchi con una ulteriore variante del 2010) per un totale di oltre 41 mila mq di superficie utile edificata. Un progetto ridotto rispetto alle previsioni iniziali, ma pur sempre mastodontico, pesantissimo dal punto di vista del consumo di suolo, che la crisi economica iniziata nel 2008 ha reso irrealizzabile dal punto di vista finanziario.

Proprio l’improponibilità economica del progetto, a fronte dell’esaurimento delle spinte espansive  degli anni ‘80 e ‘90 e alcune condizioni urbanistiche introdotte dalla Provincia di Modena (per esempio il rispetto dell’area boschiva naturale e il limite alla superficie di vendita di generi alimentari), hanno indotto i proprietari (due società immobiliari, di cui una in cattive acque finanziarie), anche su pressione del Comune di Nonantola, a ridurre la dimensione edificabile (e quindi dei capitali da investire) per poter recuperare almeno una parte delle spese fin qui sostenute prima della scadenza dei diritti edificatori che avverrebbe nel 2024. La nuova variante prevede infatti un diverso perimetro del comparto (che si sposta poco più a nord-est rispetto all’originale), una superficie territoriale leggermente inferiore (87 mila mq) ed una consistente riduzione degli indici di urbanizzazione che porta quasi al dimezzamento delle previsioni edificatorie del 2009. Cambiano anche le destinazioni d’uso delle aree dove, oltre alle funzioni commerciali e ricettive già previste, si introduce anche la possibilità di edificare aree produttive fino al 50% della superficie utile.

Alla luce dei cambiamenti intervenuti nel tessuto economico, sia locale che provinciale, e della maggiore sensibilità alla limitazione del consumo di suolo, il Gruppo Consigliare Nonantola Progetto 2030, pur valutando positivamente la riduzione delle previsioni edificatorie sul Fondo Consolata, giudica incongruo il persistere della previsione di funzioni commerciali, specialmente quelle alimentari, su un’area così lontana dal paese, anche perché si trova a ridosso di un nodo viario (Navicello) estremamente problematico e piuttosto lontano da una possibile soluzione. Riteniamo infatti quantomeno schizofrenico teorizzare sull’esigenza di una mobilità alternativa all’automobile e allo stesso tempo sostenere operazioni che accentuano il traffico in una zona già ora congestionata.

Ma la vera – e sconcertante – novità proposta dalla variante del prossimo 25 giugno, sulla quale non ci può essere il nostro accordo, è il trasferimento sull’area Fondo Consolata di funzioni produttive, al di fuori del perimetro previsto dall’attuale Piano Regolatore per gli insediamenti di tale natura. Perché si decide di intaccare terreno agricolo di qualità per funzioni che potrebbero più razionalmente essere ospitate su aree meno pregiate dal punto di vista ambientale, per esempio nel quartiere artigianale delle Gazzate, dove il Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP) riserva oltre 140 mila mq di aree pubbliche per l’espansione produttiva, con possibilità di interventi ecologicamente avanzati (area APEA)? Oppure su quella porzione di terreno di oltre 14 mila mq, di proprietà comunale, compreso fra la tangenziale e via Gazzate originariamente destinato a funzioni produttive speciali e inspiegabilmente trasformato in un “bosco urbano” con una variante urbanistica approvata alla fine dello scorso febbraio? Perché non scambiare l’area di quell’incongruo bosco urbano (di fatto un’area di risulta dalla realizzazione della tangenziale) con le aree a destinazione produttiva del Fondo Consolata?

Abbiamo già posto queste domande in sede di Commissione per la Programmazione del territorio, senza ricevere risposte convincenti e le riproporremo al Consiglio Comunale, perché siamo convinti che lo stato della programmazione urbanistica a Nonantola sia ai più sconosciuto, mentre necessiti di un ragionamento organico, sulle sue prospettive e sulle sue criticità, che coinvolga i cittadini e porti al più presto alla stesura del nuovo Piano Urbanistico Generale. Procedere per varianti e piccoli interventi, a volte anche contraddittori, senza una visione generale non fa bene al nostro territorio. A nostro avviso, è giunto il momento di dichiarare fuori contesto storico, economico e culturale le espansioni urbanistiche di queste dimensioni e in questi luoghi e affermare la necessità di continuare nell’azione già intrapresa di ridurre fino ad annullare tali previsioni.

Scarica l'articolo in formato PDF.

Ieri sera è stata inaugurata la nuova illuminazione dell'Abbazia di Nonantola, un progetto realizzato con il finanziamento del bando "Giubileo della luce" promosso dal Ministero dell'Ambiente e dall'ANCI e riservato all'illuminazione di monumenti o testimonianze storico-religiose nei comuni con meno di 30 mila abitanti. Rispetto alla precedente illuminazione "gialla" con lampade al sodio, il nuovo impianto a led dà al complesso abbaziale una luce più naturale, che mette in maggior risalto i diversi colori e cambia la "percezione" di questo nostro splendido monumento, mentre la luce strutturata ne sottolinea i dettagli architettonici. L'effetto è certamente suggestivo e la città nel suo complesso ne trae un indubbio beneficio.

Apprezziamo questo ulteriore elemento di valorizzazione dell'Abbazia e la capacità di operare dimostrata nell'occasione. Auspichiamo che questo significativo momento sia di stimolo per tutti — in particolare per chi ha il compito di farlo — affinché si operi per il recupero di tutta l'area che completa il comparto, dando finalmente corso sia al recupero di palazzo Salimbeni (sede del Municipio), della Sala delle Colonne e della Sala degli Affreschi dell'ex refettorio dell'abbazia, sia alla realizzazione del "nuovo polo culturale" con annessa biblioteca da collocare nell'ex-nido Perla Verde, senza dimenticare tutti quegli edifici in centro storico che, seppur privati, costituiscono parte fondamentale dell'architettura storica di Nonantola.

Lo scorso 11 maggio abbiamo presentato un’interrogazione consiliare per capire quali progetti e quali strategie la nostra Amministrazione avesse in cantiere per affrontare la difficile situazione prodotta dall’emergenza sanitaria sul sistema educativo e come essa intendesse muoversi per supportarne la ripartenza sul nostro territorio.

Con le nostre domande intendevamo portare informazioni in Consiglio Comunale per aprire un dibattito sui problemi sollevati dal covid-19, sia quelli che riguardano gli aspetti didattici in senso stretto, sia quelli quelli legati all’adeguatezza delle strutture scolastiche, per poi cercare la risposta strategica adeguata che il nostro Comune dovrebbe mettere in campo. A nostro modo di vedere, l’Amministrazione Comunale dovrebbe infatti essere il soggetto proponente di una risposta, condivisa con le istituzioni educative, all’altezza della sfida che ci siamo trovati ad affrontare.

Sulle risposte ricevute non riusciamo ad esprimere né consenso né dissenso, ma semplicemente sconcerto per il disarmante vuoto di idee e di progetti e per la rinuncia dell’Amministrazione a giocare un ruolo attivo per il governo dei problemi aperti dalla pandemia.

Entrando nel merito, scopriamo infatti con rammarico che a Nonantola non c’è un rapporto positivo fra Istituto Comprensivo (scuola) e Amministrazione. Tanto è vero che mentre a Bomporto e Ravarino, con un diverso approccio, le istituzioni scolastiche e l’Amministrazione costruiscono insieme ipotesi percorribili, a Nonantola per non “ledere l’autonomia decisionale delle scuole” restiamo in attesa (di cosa?) e ci proponiamo casomai di “copiare” le soluzioni dai nostri vicini. Portiamo il massimo rispetto per la reciproca autonomia delle istituzioni, ma l’assoluta separatezza rappresenta, a nostro avviso, un danno per la collettività. La proposta di costituire un "comitato tecnico" può essere interessante per superare velocemente questo stato di cose negativo, anche se ne andrebbero definite le funzioni.

Per la fascia di età 3-6 anni, nell'attesa di protocolli operativi, nulla è stato fatto in merito alla ricognizione e alla riorganizzazione degli spazi e utilizzo di spazi verdi appositamente adeguati per le attività educative.

Sulla possibilità di ragionare a livello di Unione del Sorbara su sperimentazioni e progetti per i centri estivi ci viene ricordato che siccome “i servizi educativi non sono ancora stati trasferiti in Unione”, allora non si può fare nulla. Non viene presa in considerazione neanche l’ipotesi di un confronto fra i Comuni vicini, né la possibilità di un loro intervento diretto.

Sul tema dei trasporti scolastici apprendiamo che non è stata avviata una riflessione nemmeno sui possibili scenari per la riapertura a settembre, in attesa di “indicazioni operative” da parte di non meglio specificati soggetti. A nostro avviso tale riflessione avrebbe dovuto essere già stata fatta e pensiamo inoltre che vada avviato fin da subito un confronto serrato con la Regione per rendere gratuito il trasporto scolastico, così come promesso in campagna elettorale dall’attuale maggioranza che governa la Regione.

Infine, il rapporto con le società sportive per la ripresa delle attività viene burocraticamente liquidato con il rinvio ai protocolli emanati dal Governo e dalla Regione. Il mondo dello sport a Nonantola meriterebbe certamente una maggiore attenzione e considerazione.

Non nascondiamo la nostra preoccupazione per il quadro che emerge dalle non-risposte che ci sono state date e assicuriamo che non c'è volontà polemica nelle nostre osservazioni, ma solo il desiderio di sollecitare risposte e dare un contributo positivo alla soluzione di problemi veri. Siamo dispiaciuti per i toni, a volte arroganti, a volte indispettiti, che vengono usati nella risposta all’interrogazione presentata dal gruppo consigliare Nonantola Progetto 2030. Nel merito delle questioni che abbiamo posto avvertiamo, nelle (pseudo) risposte ai problemi che abbiamo sollevato, elementi di burocratizzazione che ingessano e non aiutano la ricerca di soluzioni, anzi tendono al rinvio, all'attesa, ad un temibile immobilismo.

Saremmo contenti di essere smentiti dai fatti e poter rivedere il nostro Comune, come lo è stato negli anni passati, positivamente coprotagonista con altre istituzioni dell’organizzazione del territorio, dei servizi e dei processi educativi. Per questi obiettivi noi ci siamo, pronti a dare il nostro contributo.

Vogliamo condividere con i cittadini la registrazione della seduta della Commissione Programmazione e uso del territorio, ambiente, sviluppo economico e sostenibile, lavori pubblici, patrimonio, mobilità e sostenibilità. I punti discussi sono molti, tutti di grande interesse per il territorio di Nonantola, la maggior parte inseriti in discussione dietro nostra sollecitazione e finalmente portati in discussione in Commissione dopo insistenti richieste. Per l'importanza degli argomenti trattati, abbiamo chiesto che questa seduta fosse aperta al pubblico, ma abbiamo ottenuto il fermo diniego da parte del Presidente della Commissione. Purtroppo, la prima parte della registrazione e gli ultimi quattro minuti non sono stati resi disponibili.

Questi i punti all'ordine del giorno:

  1. Proposta di variante al Piano particolareggiato Fondo Consolata (0:00:00);
  2. Attraversamenti pedonali e segnaletica orizzontale e verticale integrativa (0:48:00);
  3. Piano Urbanistico Generale (1:04:55);
  4. Scuola Don Beccari (1:29:40);
  5. Scuola di musica (2:02:59);
  6. Piazza Liberazione (2:23:08);
  7. Palazzo sede della municipalità (2:28:47);
  8. Palestra scuole medie Dante Alighieri (2:46:25);
  9. Varie ed eventuali.

Due parole per spiegare l'inizio della registrazione video: causa un problema tecnico i primi quaranta minuti della discussione non sono stati registrati. Quando il Presidente si è accorto del problema, ha proposto ai relatori di ripetere gli interventi. Da qui la proposta di alcuni consiglieri, poi accolta, di ripetere solo una breve introduzione all'argomento e di procedere con la discussione.

Quando il Presidente della Regione Emilia-Romagna, nel fare il resoconto a otto anni dal terremoto del 20 maggio 2012, ha affermato che il 95% della ricostruzione è stato completato e ha indicato il 2022 come traguardo per la conclusione dei lavori di ricostruzione, il nostro pensiero è corso subito a Palazzo Salimbeni, sede della nostra municipalità, grande incompiuta delle opere colpite dal sisma.

Ci chiediamo come sia stato possibile, dopo otto anni, finire in quel 5% di comuni ritardatari. Riteniamo oramai quasi impossibile che possa essere rispettata la data del 2022, visto che nemmeno il minimo segnale di inizio lavori è visibile, né per quanto riguarda il Palazzo sede del Comune e di tutti i servizi amministrativi, né per quanto riguarda l'area ex-nido Perla Verde, destinata a nuova sede dei servizi culturali. Un ritardo costoso sia economicamente (in termini di affitti dei locali per gli uffici comunali), sia socialmente (viene meno un luogo di identità per la comunità), sia culturalmente (un'intera area del centro storico rimane sostanzialmente inagibile).

Sia nella passata legislatura, che in quella attuale abbiamo più volte chiesto all'Amministrazione di aprire una discussione pubblica sulla rifunzionalizzazione del palazzo municipale, ottenendo sempre la stessa risposta: la discussione con i cittadini è già stata fatta! Dove e quando non è dato sapere. Visto il ritardo con cui stiamo facendo i conti, chiederemo ancora, ostinatamente, all'Amministrazione un'informativa al Consiglio Comunale e ai cittadini sullo stato di avanzamento del progetto di ricostruzione.

Palazzo Salimbeni deve ritornare ad essere al più presto sede prestigiosa e punto di riferimento per la nostra comunità. Il suo recupero è di vitale importanza per dare ai cittadini un riferimento che alimenti coesione, sviluppi identità e dia senso allo stare insieme della comunità. Iniziare subito con la ricostruzione sarebbe anche utile al rilancio dell'economia locale, colpita dall'emergenza sanitaria.

La riapertura del Palazzo Municipale deve rappresentare non solo il ritorno alle funzioni istituzionali e amministrative, ma anche l’apertura di un luogo speciale per i cittadini. Proponiamo di attrezzare al suo interno un URBAN CENTER, ossia uno spazio adibito a centro di tutta l’attività di informazione e comunicazione dell’Amministrazione Comunale, un luogo reale - e non solo social - della trasparenza e della partecipazione, dove i cittadini possano prendere conoscenza di atti e progetti riguardanti il disegno urbanistico del paese, i suoi servizi e le sue dotazioni, accedere alle informazioni riguardanti la qualità ambientale e trovare spazi per i processi partecipativi.

Nella conferenza dei capigruppo del 6 aprile, la responsabile dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari dell'Unione Comuni del Sorbara Dott.ssa Claudia Bastai ha illustrato la situazione riguardo all'erogazione dei buoni spesa (circa 85mila euro per il Comune di Nonantola). I buoni sono spendibili solo per generi alimentari o di prima necessità presso i negozi/supermercati che hanno aderito. L'Importo varia fra i 150 € e i 450 € per famiglia secondo il numero dei componenti ed è incompatibile con altri contributi (es. CIG, NASPI, reddito di solidarietà). La Guardia di Finanza effettuerà controlli a campione per verificare i requisiti dei percettori. Ad oggi sono pervenute 112 domande. I buoni sono spendibili dal 9 aprile 2020.

Per quanto riguarda la situazione delle Case Residenza per Anziani, sollecitata da una mia richiesta, la Dott.ssa Bastai ha confermato quanto anticpato la settimana scorsa dal Vicesindaco Taccini, ossia che presso le strutture dell'Unione del Sorbara non si sono riscontrati casi di coronavirus, nè fra gli ospiti, nè fra il personale socio-sanitario. L'ASL ha iniziato lo screening a tappeto per individuare la presenza di eventuali portatori sani fra il personale delle residenze per anziani, operazione che dovrebbe essere conclusa entro venerdì 10 aprile. Gli accessi di visitatori e parenti alle residenze rimane al momento limitato al minimo. Su richiesta del Consigliere Platis che ha osservato che presso le Case Residenza per Anziani il problema sanitario è aggravato dal pesante turn-over del personale, la Dott.ssa Bastai ha spiegato che la contingente richiesta di operatori socio-sanitari da parte della ASL centrale, unita alla migliore retribuzione, mette in difficoltà le strutture periferiche.

Per quanto riguarda il monitoraggio telefonico dei gruppi fragili, che secondo il report dei servizi sociali sono 1.481 a Nonantola, su mia richiesta la Dott.ssa Bastai ha chiarito che il numero di 91 contatti telefonici avuti al 30 marzo u.s. non è aggiornato, si sta procedendo con il lavoro, il numero effettivo di contatti dovrebbe essere più alto e che ci farà avere il numero esatto.

Il Sindaco ha informato che sarà presto data comunicazione ufficiale di due IBAN per la raccolta fondi per l'emergenza coronavirus: per la distribuzione di generi alimentati e di prima necessità sarà quello della Caritas, per tutte le altre destinazioni sarà quello della Tesoreria Comunale.

Il Vice Sindaco Taccini ha informato che la situazione assicurativa dei volontari impegnati nella lotta all'emergenza è stata regolarizzata secondo le recenti disposizioni regionali (obbligo di copertura assicurativa contro le malattie infettive contratte nel corso delle attività ). Oltre alla distribuzione di farmaci e spesa, l'Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) e i volontari della Protezione Civile (ORM) si occupano, oltre che del "controllo visivo" per favorire il rispetto delle regole di distanziamento sociale, anche della gestione della coda in ingresso alla COOP. Il Consigliere Platis fa osservare che se ci sono costi, non dovrebbero ricadere sulla collettività, ma sul gestore, come avviene in altri Comuni. Il Sindaco informa che a riguardo è attiva una interlocuzione con la COOP, secondo cui la situazione è sufficientemente sotto controllo e non è necessario l'intervento di una guardia giurata, ma si impegnano a monitorare e casomai a intervenire. Secondo il Vicesindaco Taccini era necessario intervenire con prontezza. Il Sindaco ci segnala l'ottimo atteggiamento dei volontari che è stato rilevato dai Carabinieri.

Il Consigliere Antonucci suggerisce un maggior coinvolgimento della Consulta del Volontariato che raggruppa la vasta realtà delle associazioni nonantolane e che in un recente documento avanza diverse proposte, in materia di lotta all'emergenza sanitaria, realizzabili nel nostro Comune. Il Sindaco ritiene utile, ma prematuro, tale coinvolgimento perchè in questa fase di emergenza servono competenze specifiche che si possono trovare solo presso ANC, ORM e Scout Agesci. Le altre associazioni, secondo la normativa STARP potranno essere coinvolte in un secondo momento. A questo proposito, ho sottolineato che, ferma restando la necessità di affidare specifici compiti solo a volontari addestrati, si sente forte l'esigenza di un tavolo di coordinamento comunale, guidato dall'Amministrazione, che metta insieme volontariato, Protezione Civile, servizi socio-sanitari, forze dell'ordine, associazioni di categoria, Auser, Croce blu, Parrocchia, medici di base, ecc... come:

  1. punto di riferimento per chi vuole dare una mano alla gestione dell'emergenza;
  2. soggetto che ha il polso della situazione a 360 gradi.

Tale proposta, da me già avanzata in conferenza capigruppo lo scorso 16 marzo, viene proposta in forma analoga nel documento della Consulta e da me ribadita ancora in conferenza dei capigruppo. Il Sindaco risponde che al momento servono volontari competenti e che come Amminstrazione abbiamo il dovere di dare risposte pronte. Le altre forze serviranno in un momento successivo.

Per quanto riguarda la richiesta di fare il punto della situazione con i medici di base di Nonantola, da me avanzata lo scorso 30 marzo, il Consigliere Monari in veste di reppresentante dei medici di base di Nonantola, ha consultato i colleghi e ci ha fatto avere una relazione scritta sulla situazione. Viene rilevata in generale una situazione stressante. Viene evidenziato che sia le per le visite ambulatoriali che per quelle domiciliari sono scarsamente disponibili i dispositivi di protezione individuale. Per quanto riguarda i pazienti cronici, continua l'attività di controllo clinico, controllo del dolore, sostegno alle famiglie, lavoro d’equipe col servizio infermieristico e continuano le visite programmate ed integrate per pazienti anziani con polipatologie ed oncologici, ma si segnalano difficoltà nella richiesta di esami bioumorali e strumentali, in particolare per i tempi di effettuazione. Sono state finalmente attivate le Unità Speciali di Continuità Assistenziale che dovrebbero integrarsi con i medici di base. Viene infine sottolineato che le cure primarie, anche in Emilia Romagna, dovrebbero ricevere maggiori attenzioni sia dal punto di vista delle strategie di investimento (di risorse e progettazione ad ampio respiro) sia come integrazione profonda fra i vari altri “attori” presenti sul territorio, compreso l’ospedale.

Infine ho ribadito quanto già detto lo scorso 30 marzo, ossia che è necessario aprire un tavolo con associazioni di categoria, sindacati e organizzazioni datoriali per verificare la situazione delle attività produttive a Nonantola: quali aziende sono chiuse, quale la situazione dei lavoratori e delle aziende, quali aziende restano aperte e in quali condizioni sanitarie operano i lavoratori in attività. Ho sottolineato che occorre quanto prima affiancare le Prefetture nelle operazioni di verifica. Il Sindaco ci ha informato che attraverso il SUAP sono state contattate le associazioni di categoria, ma che a tutt'oggi hanno risposto solo CNA a Confesercenti, le quali hanno affermato che circa il 70% delle attività sono ferme. Si rimane in attesa di un riscontro da parte delle altre.

Lunedì 30 marzo si è tenuta la conferenza dei capigruppo per fare il punto della situazione coronavirus a Nonantola. Quella precedente si è tenuta lo scorso 16 marzo. La lunga pausa (diversi capigruppo avevano sollecitato una frequenza settimanale, data la situazione) è stata giustificata per "mancanza di aggiornamenti" a parte il numero dei casi. Ho chiesto di mantenere una cadenza almeno settimanale, anche solo per brevi aggiornamenti e su questo c'è stato accordo più o meno generale. Cerco di riassumere qui sotto ciò che è emerso.

Il Sindaco ci ha illustrato la difficile situazione degli uffici: al momento risulta operativo il COC, con due unità di personale in segreteria e una unità al protocollo, l'anagrafe al minimo, i servizi socio-sanitari, la PM. Il resto del personale o è in ferie oppure in smart working, con forti limitazioni alla loro operatività. L'ufficio tecnico è stato a lungo fermo per mancanza di personale operativo causato anche da quarantena imposta ai familiari, cosa che ha interessato anche l'ufficio ragioneria. Ora dovrebbero avere ripristinato in parte l'operatività, almeno di Masetti, in modalità telematica.

Sono arrivati circa 85mila euro per i "buoni spesa". Lunedì il Sindaco ci ha detto che attendevano entro un giorno o due le linee guida della Regione per individuare i destinatari del bonus. I Comuni poi si sarebbero organizzati in autonomia sulle modalità di erogazione. Mi pare che la cosa sia partita come ci è stato detto. Riguardo alla questione di un messaggio Whatsapp che diceva di contattare al cellulare il consigliere Pastena incaricato dal Sindaco per raccogliere segnalazioni di situazioni di difficoltà economica, ho chiesto se l'Amministazione non potesse istituire canali meno informali per una situazione così importante. Mi è stato risposto che il messaggio si è trattato di un errore che sarà corretto. Il numero da contattare non è quindi quello di un consigliere comunale, ma quello del triage istituzionale di Nonantola.

Per quanto riguarda la chiusura delle attività non essenziali imposta dal DPCM della settimana scorsa, le aziende avevano tempo fino al 26 marzo per recepire, poi prorogata al 28 marzo. Quindi le disposizioni dovrebbero essere diventate efficaci da lunedì 30, cosa che sarà verificata da PM e GdF. Il Sindaco ci ha riferito che alcune aziende hanno chiesto la verifica del loro codice ATECO alla Prefettura, un codice che le classifica come essenziali o non essenziali. Come vi ho anticipato sulla chat, ho chiesto che venga attivato un monitoraggio delle attività aperte o chiuse per capire i riflessi sulla nostra realtà, sia dal punto di vista economico (se le aziende sospendono l'attività cosa succede a lavoratori e azienda), che dal punto di vista sanitario (se le aziende rimangono attive, quali garanzie per la salute dei lavoratori, dei familiari e dei cittadini). Il Sindaco ha risposto che ha pochissime unità in servizio e che sarà difficile attivare controlli puntuali. Ho suggerito che prima di inviare i controlli si potrebbero contattare le associazioni di categoria (CNA, sindacati, confindustria) e fare il punto locale.

Infine il Sindaco ci ha illustrato la linea di massima fermezza sul rispetto delle regole da parte dei cittadini e dell'efficacia dissuasiva delle sanzioni. Ho sottolineato come sia importante il rispetto delle misure, ma sempre e limitatamente al contenimento del contagio e come non sempre il rispetto "alla lettera" vada in questa direzione.

  • Il vicesindaco Taccini ci ha descritto quali servizi sono state istituiti per fronteggiare l'emergenza sanitaria. Alcuni ci erano già stati anticipati 15 giorni fa come "cose da fare" che nel frattempo sono state fatte. Brevemente:
    È stata istituita una rete di gestione dell'emergenza che coinvolge Servizi Sociali e associazioni di volontariato (croce blu, Auser, consulta, carabinieri, volontari della protezione civile-ORM) con il compito di distribuire generi di prima necessità e farmaci ai soggetti fragili. La cosa era partita la settimana scorsa, ma la Regione ha chiesto che tutti i soggetti coinvolti fossero assicurati contro le malattie infettive contratte nel corso delle attività. Non tutte le associazioni hanno questo grado di copertura (credo solo la Croce Blu), quindi la cosa si è momentaneamente fermata nell'attesa di dare copertura assicurativa, eventualmente con spesa a carico dell'Amministrazione. Solo per le persone in quarantena certificata, questo servizio è invece assicurato dall'ASL con personale suo.
  • È stato istituito un numero TRIAGE di Nonantola, che risponde telefonicamente alle diverse richieste, indirizzando i vari casi verso gli opportuni canali (Servizi Sociali, ASL o altro). Il numero è unico e rispondono diversi soggetti (ma sempre personale del Comune) collegati da casa o da uffici con deviazione di chiamata. Il servizio è stato ampliato come orario dalle 9 alle 17 tutti i giorni e dalle 9 alle 12 il sabato.
  • Con la Consulta del Volontariato è stato istituito "Pronto a farti compagnia", numero da chiamare per ascolto e compagnia. Al momento sono arrivare 32 chiamate.
  • È stato istituito PSICO-ON-LINE, assistenza psicologica gratuita.
  • È stato istituito un'attività di "controllo visivo" per favorire il rispetto delle regole di distanziamento sociale e di non uscire con il coinvolgimento dei volontari della protezione civile-ORM. Loro compito è quello di richiamare i cittadini al rispetto delle regole sanitarie, ma senza compiti di "ordine pubblico".
  • È stata avviata un'attività di monitoraggio dei "gruppi fragili". Su 91 contatti sono state ricevute 48 richieste, prevalentemente di assistenza domiciliare, presenza di figli disabili, richieste di farmaci e di generi di prima necessità (queste richieste sono in aumento).
  • Sono state attivate due nuove unità di personale per l'assistenza domiciliare.
  • È stata attivato un servizio di assistenza telefonica a livello di unione per le persone che frequentavano i centro diurni (Nonantola, Ravarino, Oasi di Castelfranco) che sono stati chiusi per effetto dei DPCM.
  • È stato attivato un servizio telefonico per la tutela dei minori con problemi in famiglia, anche questo era stato sospeso dal DPCM.
  • Anche per gli studenti con disabilità è stato attivato un servizio telefonico di didattica a distanza in luogo degli insegnanti di sostegno.

Alla mia richiesta di illustrare la situazione delle nostre case di riposo per anziani, l'assessore, dopo una telefonata ai servizi, ci ha detto che non si riscontrano particolari problemi e a oggi non sono stati rilevati casi di positività al coronavirus.

Ho poi segnalato l'opportunità di fare il punto della situazione con i medici di base di Nonantola, in parte perchè sono lavoratori particolarmente esposti al contagio, in parte perchè la loro attività di assistenza alle persone fragili con malattie croniche (es. ipertensione, diabete, cardiopatie, bronchiti croniche, ecc...) potrebbe essersi allentata (immagino che le visite periodiche a domicilio si siano ridotte o annullate). Il vicesindaco Taccini ha detto che in questo momento i medici sono troppo impegnati per disturbarli. Ho suggerito che il consigliere Monari è medico di base e rappresentante dei medici di Nonantola e potrebbe essere invitato alla prossima conferenza dei capigruppo. Il vicesindaco si è impegnato a sentirlo sulla questione e che riferirà lui alla prossima conferenza.

L'assessore Piccinini ci ha informato sulla situazione delle scuole. Per quanto riguarda le scuole medie non si rilevano particolari problemi (al netto della situazione emergenziale): in tutte le classi sono riusciti ad attivare almeno un'ora alla settimana di didattica a distanza per ogni materia. Per la scuola elementare la cosa è molto più variegata e mentre qualche classe è riuscita a tenere i contatti con gli alunni attraverso videolezioni o altro, altre riescono solo a comunicare attraverso messaggi scritti. I principali problemi sembrano essere dovuti al fatto che:

  1. chi ha fratelli o genitori in telelavoro occupano la linea o l'unico computer di casa;
  2. anche spostando le attività al pomeriggio, molte volte i bambini sono affidati ai nonni che non hanno le competenze per gestire una lezione a distanza.

Ho fatto presente che nonostante siano anni che la scuola stia cercando di dotarsi dei mezzi e delle competenze per una didattica multimediale, spesso il processo non è uniforme e talvolta lasciato alla buona volontà dei molti bravi insegnanti e non c'è ancora quell'omogeneità e quella preparazione che sarebbe stata molto utile se fosse stata attiva prima dell'emergenza. La cosa ci ha colti impreparati e ognuno ha fatto quello che ha potuto. Servono infrastrutture (non tutti hanno una buona connessione a casa), materiali (impensabile fare ditattica a distanza con un telefonino) e competenze (non si improvvisa una didattica a distanza). Occorre mettere in cantiere anche tutte queste cose, appena sarà di nuovo possibile.

Infine il Sindaco ci informa che a Nonantola ci sono 33 casi positivi, di questi 4 ricoverati in ospedale e in totale 45 persone in quarantena (questo numero comprende anche persone non positive, ma venute a contatto con positivi). Questi numeri si riferiscono a lunedì 30 marzo.

Il capogruppo di Nonantola Progetto 2030