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Siamo entrati nella parte centrale della campagna elettorale e, adesso più che mai, occorre condividere con i cittadini le proposte e le prospettive che vogliamo per il nostro paese. A questo scopo utilizziamo diversi canali di comunicazione: banchetti nelle piazze, manifesti, volantini, social network e dibattiti. Tali iniziative talvolta ci espongono ad attacchi personali sui nostri profili social o ai nostri banchetti, ma consideriamo questi episodi come segni di debolezza delle proposte dei nostri avversari e ci danno maggior impulso a moltiplicare i nostri sforzi.

Lo scorso 22 maggio, su invito delle associazioni di categoria CNA, Lapam, Confcommercio e Confesercenti, si è tenuto un confronto pubblico fra le quattro candidate alla carica di Sindaca di Nonantola. Una serata molto partecipata e di grande interesse, focalizzata su specifiche tematiche indicate dalle associazioni organizzatrici. In quella sede, su diverse questioni che riteniamo di grande importanza, la nostra candidata Cinzia Vaccari ha avanzato precise e realistiche proposte che vogliamo qui riassumere.

Sul tema della mobilità ha proposto di valutare la realizzazione di una tranvia leggera tra Nonantola e Modena cogliendo l’occasione della riorganizzazione del sistema regionale dei trasporti pubblici locali; con la realizzazione del secondo stralcio del terminal bus si dovrà rendere tale luogo accogliente per chi usa anche la bicicletta per gli spostamenti; va promossa la riqualificazione urbanistica della città che preveda percorsi ciclo-pedonali sicuri verso Modena e le frazioni, una mobilità pedonale accessibile alle persone fragili, zone a 30 km/h, percorsi protetti casa-scuola e incentivi per la mobilità ciclabile verso la zona artigianale.

Per quanto riguarda la sicurezza, la nostra candidata ha sottolineato che essa si ottiene potenziando la rete di protezione sociale e favorendo l’accesso ai servizi, in affiancamento alla doverosa presenza sul territorio delle forze dell'ordine; il problema della chiusura della Stazione dei Carabinieri va affrontato a livello sovracomunale, coinvolgendo l’Unione, il Comune, la Prefettura e il Ministero dell’Interno e privilegiando il recupero di edifici esistenti; va istituito un "Tavolo della Convivenza" che riunisca polizia locale, Carabinieri, servizi sociali, scuole, volontariato, officine culturali e Parrocchia per gestire i fattori di rischio per la sicurezza; occorre infine prevenire nuove alluvioni sia con interventi di messa in sicurezza idraulica sia con opere per la riduzione dei danni da eventuali esondazioni.

Secondo la nostra candidata, il centro storico deve tornare ad essere abitato e vivacizzato attraverso il recupero e la rigenerazione di edifici per la residenzialità, evitando che diventi solo una zona turistica di passaggio; il centro deve tornare a essere il cuore della comunità, con la riapertura degli uffici comunali, che dovranno ospitare anche spazi collettivi, un urban center e un polo culturale per stimolare idee e progetti; va ampliata l'offerta di ristorazione e incentivato il recupero di attività artigianali tradizionali; il centro storico va riconnesso con il resto del territorio, creando percorsi “storici”, con pavimentazioni adeguate e alberature che lo colleghino all'ex cantina sociale, al Borgo Riviera e alla Pieve; va incentivato l'uso di piazza Liberazione per attività mercatali; le eccellenze storico-ambientali di Nonantola vanno integrate con quelle dei comuni dell’Unione e di Modena, creando percorsi riconoscibili per cittadini e visitatori lungo itinerari omogenei.

La nostra candidata ha infine evidenziato che il territorio va rigenerato senza consumare nuove aree, puntando sulla sostenibilità ambientale; la pianificazione di nuovi insediamenti produttivi dovrà sempre garantire la diminuzione del traffico veicolare; si deve ripensare all’uso dell’area PIP Gazzate in ottica ambientale, coinvolgendo il Consorzio Attività Produttive, attori locali, provinciali e il mondo della ricerca, assumendo decisioni condivise con la comunità; si dovrà intervenire anche sulla vecchia area artigianale, seguendo le indicazioni del Piano Urbanistico Generale in materia di rischio idraulico e migliorando la permeabilità del terreno; occorre spostare la nuova area produttiva prevista dal Piano Consolata all’interno del perimetro della tangenziale; va infine promosso lo sviluppo di comunità energetiche e solari per migliorare l'efficienza energetica e la riduzione e il recupero dei rifiuti.

Nell’insieme ci pare di poter affermare che, in coerenza con il programma elettorale di coalizione, le proposte avanzate da Cinzia Vaccari abbiano il pregio della chiarezza, della concretezza e della coerenza tra i principi di riferimento e le azioni da sviluppare sul territorio del nostro Comune. Proposte programmatiche (il cosa fare) e metodologiche (il come fare) che hanno alla base il metodo partecipativo come asse portante dell’azione di governo. Non bastano modelli aziendalisti-manageriali per governare una comunità. Occorre concretezza, ma anche visione; capacità di decidere, ma anche confronto tra posizioni e interessi diversi; capacità di sintesi avendo chiaro l’obiettivo del bene comune, partendo dalla valorizzazione di quanto storicamente è stato realizzato di positivo nei nostri territori.

Positività che la destra tende a negare o a non vedere, spesso assumendo posizioni insostenibili sul piano ambientale (favorevoli al polo logistico delle Gazzate; contrari al Piano urbanistico generale che, al netto di qualche limite, affronta il tema del rapporto armonico fra gestione del territorio e ambiente), che dimostra incapacità nell’avanzare proposte programmatiche e culturali praticabili e utili alla nostra città e non riconosce la necessità affrontare il tema della transizione ecologica.

Certo non è altrettanto sostenibile la posizione di chi ci ha governato in questi anni, che nega o nasconde i problemi economici, sociali e ambientali del nostro comune, accentuati da scelte sbagliate e spesso arroganti, e che oggi oscilla fra voli pindarici (Nonantola sito dell’UNESCO) e la necessità di dover recuperare ritardi ed errori oggettivi di cui essi stessi sono responsabili (chiusura del CUP, della caserma, indebolimento dei servizi, consumo di suolo…). Non possiamo poi dimenticare che se oggi vengono proposti interventi di qualità presso il PIP Gazzate, questo lo si deve al fatto che quell’area non è occupata da un mega capannone dedicato alla logistica, progetto sostenuto fino allo stremo dalla Giunta uscente e fermato dal Consiglio comunale grazie anche alla nostra iniziativa.

Certo le diverse coalizioni avanzano proposte specifiche in alcuni casi condivisibili, ma la sfida che abbiamo di fronte richiede una visione più ampia e strategica. Nonantola Progetto 2030 lavora nell’area progressista e di sinistra per mettere fine al declino che interessa questo territorio, ponendosi l’obiettivo di realizzare il necessario cambio di paradigma in ambito economico, sociale e culturale che i grandi cambiamenti ci impongono. Uno sforzo enorme, dove tutto il sistema deve essere indirizzato a produrre nuova e buona occupazione, benessere sociale e culturale e stili di vita in armonia con l’ambiente in cui viviamo.

Nonantola Progetto 2030 ringrazia i cittadini per la calorosa partecipazione al dibattito del 22 maggio scorso, le candidate sindache per il confronto civile e di merito e le associazioni di categoria per avere organizzato questa importante iniziativa.

Di fronte a una situazione internazionale drammatica, ci rendiamo conto che le nostre diatribe possono apparire stucchevoli e fuori luogo, ma dopo la nota stampa del PD locale che ci accusa di non aver consentito il realizzarsi del campo progressista, alcune precisazioni e considerazioni ci paiono doverose.

Il ragionamento del PD ci ricorda la favola del lupo e dell'agnello: il lupo sta a monte del ruscello e accusa l'agnello che sta a valle di inquinargli l'acqua da bere. Impossibile ovviamente, si tratta evidentemente di una scusa per mangiarlo... Senza polemica, vogliamo riportare qui in sintesi il percorso che è stato seguito, allo scopo di evidenziare le responsabilità e i ruoli dei diversi soggetti che lo hanno vissuto.

Dopo l'assemblea pubblica del 21 gennaio, in cui Nonantola Progetto 2030 si è impegnata, insieme ad altri gruppi, a lavorare per la costruzione di una proposta unitaria più larga possibile per il governo del nostro comune, Nonantola Progetto 2030 e il PD si incontrano. In quella sede, ci vengono proposti, per la guida del Comune, un ticket formato da una candidata sindaca e da un vicesindaco ed alcune linee programmatiche. Nonantola Progetto 2030, a sua volta, propone un cambiamento di metodo rispetto a quello finora seguito, a partire da un programma elettorale e nomi condivisi per il candidato o candidata sindaco e per la squadra di governo. Il PD chiede con insistenza di fare proposte nominative in tempi brevissimi (48 ore).

Nonantola Progetto 2030, insieme alle liste Una mano per Nonantola e Il Futuro Adesso, inviano congiuntamente una proposta aperta e articolata, proponendo una rosa di otto nomi: uomini, donne, iscritti al PD, non iscritti a nessun partito, aderenti a movimenti civici locali. Con questa proposta intendevamo avviare la discussione per approdare a scelte condivise, contattando le persone in modo unitario e, avuta la loro disponibilità, avviare un percorso programmatico comune.

La risposta del PD è stata di chiusura su tutti i fronti.

Qualche giorno dopo, la candidata sindaca, che evidentemente si sentiva già investita del ruolo, invita Nonantola Progetto 2030 ed altre liste ad un incontro, al quale con serietà decidiamo di partecipare. In quella sede ribadiamo l’esigenza di avviare un percorso di cambiamento per Nonantola. Il PD rivendica continuità nei metodi e conferma nei ruoli di governo la designazione della sindaca e del vicesindaco, chiudendo in sostanza la discussione. La candidata sindaca, con il suo silenzio, di fatto avalla la linea del PD.

Alla fine di quella che appare come una telenovela, ci troviamo con un PD che nega un metodo condiviso e impone come precondizione, alla guida del comune, un ticket composto da due ex-assessori che rappresentano un modo di governare chiuso e autoreferenziale e che, come esempio, hanno avallato e sostenuto il “pasticciaccio brutto” del PIP Gazzate, noto anche come polo logistico, una scelta urbanistica ritenuta inaccettabile poi dalla maggioranza del Consiglio comunale.

Ora, nessuno nega il ruolo del PD nell’area progressista, ma spacciare il percorso sopra descritto come novità e come continuità positiva ci sembra davvero difficile da sostenere. Senza ipocrisie, queste candidature, imposte come pregiudiziali, appaiono più una risposta ai problemi interni al PD locale, che l'indicazione di una prospettiva per Nonantola. Noi pensiamo che la continuità imposta dal PD a potenziali alleati e istituzioni, chiuda di fatto gli spazi per l’avvio del necessario cambiamento, sia per l’area progressista che per l’indispensabile rilancio del Comune e apra, allo stesso tempo, spazi al centrodestra.

Certo sono stati anni complessi, si pensi al covid e all’alluvione. Ma anche anni di errori, di ritardi, di scelte sbagliate, di relazioni tra le forze politiche, tra i livelli istituzionali, tra istituzioni e i cittadini al di sotto delle esigenze. A mo’ d’esempio riteniamo emblematici: il fatto che a 12 anni dal terremoto non abbiamo ancora una casa comune, con tutte le conseguenze che comporta, fra le quali l’esborso di soldi pubblici per gli affitti degli uffici provvisori e sparsi sul territorio, le ricadute negative sul centro storico, l’assenza di un luogo in cui i cittadini possano riconoscersi; la fine della stagione partecipativa, con lo smantellamento della Consulta del volontariato, la chiusura di fatto dell'Osservatorio ambientale, l'assenza di un periodico informativo sulle attività dell'amministrazione; l’inaccettabile pratica dei bilanci comunali approvati in sordina, senza consultare cittadini, parti sociali, categorie; servizi sanitari pubblici ai minimi storici; ecc...

Per questo sentiamo l’esigenza di una fase nuova. Non tutto è da gettare ovviamente, sarebbe sciocco pensarlo e sostenerlo. Ad esempio, il Piano Urbanistico Generale (PUG), anche se in forte ritardo (purtroppo non sarà approvato nel corso di questa legislatura), appare uno strumento positivo su cui poter lavorare, ma molte sono le cose da rivedere, rifare, riprogettare.

Chiusa questa fase, riteniamo sia giunto il tempo di metterci al lavoro con spirito propositivo e costruttivo con chi, nell'area progressista, ha condiviso l'esigenza di innovazione e rilancio del nostro Comune, dando vita ad una coalizione tra Nonantola Progetto 2030 e Il Futuro Adesso. Questi soggetti hanno svolto un loro percorso di approfondimento programmatico, sia interno che pubblico, sviluppatosi attraverso conferenze pubbliche, incontri per gruppi di lavoro, proposte avanzate in Consiglio comunale. Da questo momento, Nonantola Progetto 2030 e Il Futuro Adesso lavoreranno insieme per portare a sintesi le diverse elaborazioni, rimanendo aperti ad ulteriori contributi di cittadini e associazioni.

Ci mettiamo al lavoro per affrontare i problemi aperti del nostro Comune e offrire all'area progressista una proposta di rinnovamento.

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Con l'assemblea pubblica dello scorso 21 gennaio, i gruppi consigliari Nonantola Progetto 2030, Movimento 5 Stelle e Nonantola Libera, insieme ad associazioni, circoli e singoli cittadini avevano deciso di avviare un percorso aperto a tutta l'area progressista per costruire un programma di governo orientato ai temi della sostenibilità ambientale, alla coesione sociale e alla partecipazione dei cittadini. Negli ultimi giorni, Nonantola Libera prima e il Movimento 5 Stelle poi, hanno deciso di porre fine, secondo noi prematuramente, al percorso che avrebbe dovuto prendere forma. Dalle dichiarazioni ufficiali di entrambi i gruppi, risulterebbe che la questione discriminante sia un diverso modo di intendere il concetto di “area progressista”, che a loro avviso non dovrebbe includere le forze di maggioranza che hanno retto l'attuale amministrazione.

Siamo stati i primi a criticare, anche duramente, l’attuale amministrazione, che a nostro giudizio ha abbassato la qualità del governo, ha indebolito la rete dei servizi territoriali e ha depotenziato gli organismi di partecipazione, ma non possiamo ignorare che su una scelta impattante per il territorio e per la cittadinanza come quella del polo logistico, le questioni da noi sollevate hanno prodotto un'efficace dialettica, anche nella maggioranza, al punto che la proposta avanzata dalla Giunta, nonostante l'appoggio della destra, è stata respinta dal Consiglio Comunale.

Non è un solo un dato numerico, ma è soprattutto una questione politica e culturale: sono l'idea dello sviluppo sostenibile del territorio, dei presidi di democrazia e di partecipazione che sono assolutamente alternative al progetto propugnato dalla destra, che vorrebbe superare il Patto costituzionale che lega i cittadini allo Stato. Un'idea che può essere vincente solo allargando l'area delle forze progressiste in un'ottica di inclusione, superando posizioni preconcette e personalistiche e uscendo dall'angustia di un localismo riduttivo e poco lungimirante.

Idee che possono essere vincenti solo se tutti facciamo lo sforzo di comprendere che la politica è fatta di fatica, di studio e di ricerca della mediazione, del compromesso e della sintesi fra idee e istanze diverse. Nessuna polemica quindi, ma prendiamo atto che il cammino è faticoso, il sentiero aspro e alla fine ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Di certo noi non siamo ipocriti: vediamo e sappiamo bene che c’è chi alle critiche, anche aspre e dure, non ha risposto con la politica, magari alzando il livello della dialettica, ma con querele. Certo vediamo che c’è chi si è chiuso a riccio privilegiando le logiche personalistiche e amicali al confronto politico, ma la vicenda del polo logistico ci fa sperare che qualche spazio per il confronto potrebbe esserci: è l'aspettativa che anche a Nonantola la nuova segreteria nazionale del partito porti ad un cambio d'atteggiamento anche a livello locale.

Nulla è però dato per scontato: non ci appartengono né i no a priori, né i sì ad ogni costo, né la “comfort zone” di una posizione identitaria, magari gratificante in termini elettorali. Riteniamo però che sia responsabilità anche nostra proporre, ascoltare, discutere e cercare una sintesi programmatica e metodologica per riprogettare la Nonantola del futuro. Volevamo e vogliamo lanciare una sfida positiva nell’area progressista per affrontare il necessario cambiamento e costruire, con coraggio e lungimiranza, la Nonantola della conoscenza, della cultura, della bellezza, del lavoro buono, della partecipazione, dell’equilibrio uomo-ambiente, della coesione sociale, della valorizzazione delle Istituzioni. Nonantola Progetto 2030 è aperta al confronto di idee, nella chiarezza dei programmi e delle proposte, nella coerenza delle persone che dovranno realizzarli e nel rilancio delle forme e degli strumenti della partecipazione, proiettati verso la Nonantola del 2050.

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COMUNICATO STAMPA congiunto dei gruppi consigliari Nonantola Progetto 2030, Nonantola Libera e Movimento 5 Stelle

Domenica 21 gennaio in una gremita sala Sighinolfi si è tenuta un’assemblea pubblica promossa dai gruppi consigliari Nonantola Progetto 2030, Nonantola Libera e Movimento 5 Stelle per affrontare il tema del rinnovo dell’Amministrazione comunale del prossimo giugno.

L’assemblea, molto partecipata da associazioni, gruppi, circoli e singoli cittadini attivi e interessati al futuro della nostra città, ha fatto emergere chiaramente la necessità di un cambiamento, di ricostruire relazioni positive tra le forze politiche di area progressista e tra queste e i cittadini, mettendo al centro il tema della costruzione di un programma di governo per la Nonantola dei prossimi anni e quello dell’esercizio di una democrazia effettivamente partecipativa.

Dal vivace dibattito è emersa la volontà di dare vita a un progetto comune e aperto e quindi di costruire due gruppi di lavoro per realizzarlo. Il primo inizierà nei prossimi giorni una campagna di ascolto presso associazioni, categorie, parti sociali e cittadini al fine di raccogliere sensibilità, proposte, idee sulle quali costruire un programma elettorale di governo condiviso e orientato ai temi della sostenibilità ambientale e sociale e a quelli della coesione e della partecipazione dei cittadini alla vita politica della città. Il secondo gruppo si occuperà dei rapporti con tutte le forze politiche dell’area progressista, con lo scopo di dare forza ad un progetto che sia il più largo e condiviso possibile.

I gruppi consigliari Nonantola Progetto 2030, Nonantola Libera e Movimento 5 Stelle ringraziano i partecipanti per il dibattito e per le idee che sono emerse. Ribadiscono anche l’impegno, con il contributo di tutti, a dare forma e sostanza al nuovo progetto e a condividerne le tappe e il modo di lavorare insieme.

Comunicato stampa

Lo confessiamo: la nostra Sindaca non finisce mai di stupirci. Con un suo recente intervento sulla stampa in merito alle dimissioni del Presidente dell'associazione di volontariato Pace e Solidarietà, la Sindaca avvia la campagna elettorale per le amministrative di primavera a Nonantola, a nostro parere nel modo peggiore, attaccando un cittadino e insinuando sospetti sulle sue reali motivazioni/intenzioni. Sarà forse la conclusione di una legislatura infruttuosa e inconcludente che spinge chi ha guidato il Comune a vedere nemici ovunque e a vivere di retropensieri, senza nessuna riflessione sulle ragioni dei problemi e delle difficoltà che in questa legislatura sono maturate in tutti gli ambiti dell'Amministrazione.

Quando i rapporti personali scavalcano la politica, se quest’ultima diventa unicamente terreno di scontri personali, allora le idee diverse dalle tue (quando se ne hanno) vengono spesso derubricate a questioni di carriera personale. Attaccare un cittadino impegnato nel volontariato sociale al solo scopo di dettare una linea politica che mette in primo piano criteri discriminanti sulle persone rispetto a quelli sui contenuti programmatici e sui metodi di lavoro non è altro che la riproposizione di una modalità di azione già applicata in questa legislatura, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Per quanto ci riguarda, le questioni personali non ci interessano. Sentiamo invece impellente l'esigenza di un cambiamento, di ricostruire relazioni positive fra tutte le forze politiche di area progressista, con le associazioni e con i cittadini, ridando forza al ruolo delle assemblee elettive e mettendo al centro una democrazia effettivamente partecipativa, non il governo dei capi. È necessario un percorso, collettivo ed unitario, aperto a tutte le forze politiche del campo progressista, che tenga insieme antifascismo, pace, multilateralismo, femminismo, lavoro buono, diritti sociali, diritti civili, ambiente, lotta al cambiamento climatico, partecipazione, laicità, trasparenza.

I prossimi mesi ci vedranno impegnati, insieme a tutti coloro che condividono questa esigenza, a costruire un programma e una squadra per la Nonantola che vogliamo, partendo dalla sostenibilità e dalla sicurezza ambientale, tenendo insieme e valorizzando una comunità storicamente indirizzata alla partecipazione, alla tutela dei beni comuni e al confronto delle idee.

Comunicato stampa congiunto dei gruppi consigliari Nonantola Progetto 2030, Nonantola Libera e Movimento 5 Stelle.

Lo scorso 30 novembre il Consiglio comunale di Nonantola ha esaminato il bilancio di previsione 2024 con annesso il programma triennale di programmazione economica (Documento Unico di Programmazione) predisposto dalla Giunta, rinviandone l’approvazione, come prevede la norma, al prossimo 21 dicembre.

Nonostante questo bilancio sia particolarmente importante sul piano politico trattandosi del bilancio di fine mandato per questa Amministrazione, constatiamo, ancora una volta, che è mancato sia un confronto preventivo con le forze sociali ed economiche, sia un’analisi prospettica e programmatica di quanto lascerà in eredità quest’Amministrazione. I Gruppi consigliari non hanno potuto incidere sulle proposte dell’organo esecutivo, potendo intervenire solo a posteriori sulla valutazione e non sull’elaborazione delle proposte.

Se il Consiglio comunale viene di nuovo mortificato nella sua funzione di indirizzo, anche la società civile, i cittadini, le forze sociali, le associazioni di categoria, il volontariato ed i cittadini vengono esclusi da qualsiasi forma di confronto, evitando sistematicamente ogni tipo di incontro pubblico, di ascolto e finanche di comunicazione, fatti salvi gli obblighi di pubblicazione stabiliti dalla legge, come se la redazione del bilancio del Comune fosse un impegno puramente amministrativo e che non riguardi invece tutta la comunità. Ribadiamo che la chiusura a ogni tipo di confronto, a maggior ragione su questioni strategiche fondamentali, sia una scelta politica precisa, un modo di concepire il funzionamento dell’ente mirato ad indebolire le forme di partecipazione democratica e decisionale.

Nel merito del quinto e ultimo documento di programmazione economica della legislatura, insieme alla riproposizione di alcune scelte condivisibili (come la lotta all’evasione fiscale, il nuovo asilo nido delle Casette, la retromarcia sulla decisione di costruire la Stazione dei Carabinieri a spese dell’ente locale spostando l’impegno economico nel futuro), la Giunta ci consegna un quadro programmatico complessivamente incolore, quasi di “ordinaria amministrazione”, da cui è difficile ricavare un progetto organico per il futuro del nostro paese.

Preoccupa, in primo luogo, la tendenza a lasciare in eredità alla prossima Amministrazione un forte indebitamento (quasi 7,5 ML), con mutui principalmente a tasso variabile (con interessi che oggi superano il 4%), necessari a portare a compimento cantieri già aperti o di prossima apertura (palazzo comunale, laboratori musicali per le scuole medie, asilo nido, recupero di palazzo Sertorio, secondo stralcio del terminal bus), ma senza un accertato quadro delle risorse economiche future. Sottolineiamo che una più attenta gestione del debito e azioni di rinegoziazione, se fatte a tempo debito, avrebbero potuto contenere sostanzialmente i costi dell’indebitamento.

Evidenziamo poi il contenimento della spesa in campo sociale, narrato come mantenimento dell'importo di spesa degli anni precedenti, che però non considera l’aumento della richiesta di servizi, come ad esempio il trasporto scolastico per i ragazzi diversamente abili, l’aumento della richiesta di ore di sostegno negli istituti del nostro territorio e l’aumento generale del costo dei servizi.

Altrettanto preoccupa l’assenza di previsioni di investimento sulle azioni prefigurate nel PUG per il raggiungimento degli obiettivi strategici di rigenerazione, consumo zero di suolo, transizione energetica. Nel Documento di Programmazione tali obiettivi non sono menzionati in maniera sostanziale ed innovativa, il tema della messa in sicurezza del territorio è declinato in forma generica senza indicare precise azioni, mentre il tema della qualità ambientale si riduce a nuove piantumazioni e alberature che, pur condivisibili, in assenza di altre azioni sono assolutamente insufficienti.

Forse siamo noi che non riusciamo a leggere fra le righe, forse è la forma tecnico-burocratica dei documenti di bilancio che non consente di rappresentare le intenzioni progettuali, ma perché allora non cercare forme di relazione e di discussione con il Consiglio comunale e, soprattutto, con i cittadini per rendere trasparenti le volontà, gli indirizzi, le scelte un’Amministrazione, espressione e rappresentanza della comunità?

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Comunicato stampa congiunto dei gruppi consiliari Nonantola Libera, Nonantola Progetto 2030 e Movimento 5 Stelle Nonantola

Dopo aver espresso su una pagina a pagamento apparsa su un quotidiano locale il loro “rammarico” per l’atteggiamento dell’Amministrazione comunale che con il secondo voto negativo sul progetto respingeva una grossa opportunità di crescita e sviluppo per il territorio, in data 02/11/2023 le società NIM S.R.L ed O&N S.P.A. hanno presentato nuovo ricorso al TAR contro il Comune di Nonantola per l'esito del voto della delibera Consiliare nr. 32 del 11/07/2023.

I Gruppi Consiliari Nonantola Libera, Nonantola Progetto 2030 e Movimento 5 Stelle Nonantola, lasciando ad altri le polemiche sterili, intendono richiamare l'attenzione su un punto cruciale di contestazione che la ditta solleva, ovvero “la forte aspettativa creata in fase precontrattuale” che il ricorso pone alla base delle motivazioni. È oggi infatti noto che prima di arrivare all’approvazione della delibera consiliare, Sindaca, Giunta e Consorzio delle Attività Produttive (CAP) hanno avviato un iter procedurale e amministrativo extraconsiliare sul progetto, partito già nel 2018, mentre i consiglieri comunali venivano informati solo nel 2021. Durante la lunga interlocuzione con le aziende, avvenuta senza il coinvolgimento del Consiglio Comunale, a nessuno dei soggetti è venuto in mente che il Consiglio comunale, contrariamente a quanto asserito nel ricorso, non ha solo un mero compito di ratifica, ma un legittimo potere decisionale in materia di scelte urbanistiche? Perché in quella fase interlocutoria non è stato chiesto un parere preventivo di massima sul progetto al Consiglio comunale, parere peraltro previsto dalla normativa proprio per non trovarsi di fronte a, diciamo così, inaspettate conclusioni?

Per quanto concerne gli eventuali risarcimenti richiesti, che ammonterebbero ad oltre 17 milioni di euro, in risposta ai colleghi Platis e Casano di FI, nonché alla nota della Sindaca, vogliamo ricordare che il preteso risarcimento (tutto da verificare, cosa che avverrà quando si concluderà l’iter del TAR) se anche, per pura ipotesi, fosse a carico del Comune (ribadiamo qui che mai nessun consigliere ha preso alcun impegno, nè verbale, né tantomeno scritto, con le suddette ditte), lo stesso sarebbe da imputare all’Amministrazione comunale, anche solo per il fatto che il voto è espressione di un organo collegiale e non dei singoli consiglieri opponenti o astenuti. È quindi lecito chiedersi innanzitutto se la richiesta di risarcimento poggi su fondate basi giuridiche (cosa di cui dubitiamo) e, ove fosse accertata, chi abbia messo l’Amministrazione comunale in una condizione che ha visto il progetto bocciato non solo dai consiglieri comunali di minoranza, ma persino da buona parte di quelli di maggioranza. Non va infatti dimenticato che, oltre alla Sindaca, su 16 consiglieri comunali si sono pronunciati a favore del progetto solo due consiglieri PD e due di Forza Italia.

Alla Sindaca che eccepisce sulla "qualità del Consiglio Comunale di Nonantola", ribadiamo che il ruolo del Consiglio Comunale non è quello di mero "soggetto ratificatore" delle decisioni già assunte da Sindaco, Giunta o altri soggetti extraconsiliari, piuttosto esso è tenuto ad esercitare il ruolo, legittimo e pieno, di approvazione o diniego, di indirizzo e controllo degli Organi Amministrativi, ruolo che ha sempre svolto con cognizione di causa e presa di coscienza, nell'interesse della comunità che lo ha eletto in rappresentanza.

I gruppi consiliari:
Nonantola Libera
Nonantola Progetto 2030
Movimento 5 Stelle Nonantola

Pubblichiamo un comunicato stampa congiunto a nome dei gruppi consigliari Nonantola Progetto 2030, Nonantola Libera, Movimento 5 Stelle e Una mano per Nonantola.

A seguito dell’annullamento da parte del TAR dell’Emilia-Romagna della delibera del Consiglio Comunale di Nonantola del dicembre scorso (per insufficienza di motivazioni) che aveva espresso il diniego alla proposta di variante urbanistica più nota come “PIP Gazzate”, lo scorso 11 luglio il Consiglio comunale di Nonantola ha riesaminato la proposta. Ricordiamo che tale variante prevedeva la realizzazione, presso il quartiere Gazzate, di due grandi edifici da 60 mila mq e 15 mila mq a servizio di un'unica attività produttiva fortemente orientata al magazzinaggio e alla movimentazione di merci su gomma. Per la seconda volta, malgrado i tentativi “terroristici” di Forza Italia di far ricadere fantomatiche responsabilità sui consiglieri comunali e nonostante la pervicacia dei sostenitori del progetto, considerato alla stregua di un’opportunità di sviluppo “unica e irripetibile” per il nostro territorio, il Consiglio Comunale ha ribadito il diniego alla variante con un’ampia e trasversale maggioranza di consiglieri comunali (7 contrari, 3 astenuti, 2 non partecipanti al voto e solo 5 favorevoli, fra i quali i due esponenti di Forza Italia).

Sebbene la Sindaca abbia condiviso fin dalla sua nascita la variante PIP Gazzate, radicalmente diversa dalle previsioni del vigente Piano degli Insediamenti Produttivi, progettato per dare risposte alle necessità dell’intero quartiere artigianale bisognoso di adeguamenti e miglioramenti urbanistici e ambientali, il Consiglio comunale ha invece espresso forti perplessità sulla sua reale sostenibilità urbanistica, ambientale, economica e sociale. Il maggior consumo di suolo, l'aumento del traffico e dell'inquinamento dell'aria, l'esaurimento di ogni altra possibilità di espansione delle attività già insediate, la genericità del piano aziendale, l’impattante tipologia degli edifici, l'incompatibilità delle nuove attività con il tessuto produttivo esistente, l'assetto urbanistico complessivo, la viabilità interna al quartiere e la scarsa integrazione del nuovo insediamento con il quartiere esistente sono le motivazioni che hanno portato il Consiglio comunale, per la seconda volta, ad esprimere un voto negativo convinto e solido.

Il Consiglio Comunale ha svolto pienamente il suo ruolo istituzionale di controllo sull’azione amministrativa in rappresentanza dei cittadini, uscendo dall'angolo in cui una riduttiva e discutibile interpretazione della legge sull'elezione diretta del Sindaco, purtroppo maggioritaria anche in questa Amministrazione, lo aveva relegato negli anni, depotenziando le sue funzioni di indirizzo e di collaborazione leale e paritaria con gli altri livelli del Governo locale (Sindaco e Giunta), con il risultato di  impoverire la democrazia locale, la partecipazione alla vita collettiva, il civismo e l'impegno politico. Se sollecitato e coinvolto per tempo, il Consiglio comunale – come ha dimostrato questa vicenda – avrebbe potuto svolgere un’importante funzione propositiva e stimolante per l’organo esecutivo, tutto a beneficio della qualità degli interventi, alla risoluzione dei problemi e a delineare prospettive per il nostro territorio.

Ci chiediamo quindi perché si sia arrivati allo scontro istituzionale, opponendo la superata visione di sviluppo del territorio espansiva e produttivista al non più rinviabile “cambio di paradigma” necessario per non compromettere ulteriormente la qualità della nostra vita e quella delle future generazioni. Non bastano alluvioni, cambiamenti climatici, siccità, desertificazione a convincere anche i governi locali alla necessità di cambiamento del modello di sviluppo e, di conseguenza, delle politiche di governo del territorio?

È una domanda non retorica che poniamo a chi ci governa (non solo a livello locale) e, senza essere presuntuosi, pensiamo che il Consiglio Comunale di Nonantola, votando contro la proposta di variante, abbia dato un piccolo ma importante contributo verso una prospettiva più sostenibile di sviluppo.

Comunicato stampa dei Gruppi consigliari:

Nonantola Progetto 2030

Nonantola Libera

Movimento 5 Stelle

Una mano per Nonantola

A proposito del ricorso al TAR promosso dalle società NIM e O&N per l’annullamento della decisione del Consiglio comunale di Nonantola di respingere l’insediamento di un polo logistico presso il quartiere Gazzate, ribadiamo con fermezza che il Consiglio Comunale ha dimostrato con grande responsabilità la propria autonomia, sancita dalle regole democratiche e dai principi costituzionali, respingendo una variante urbanistica dalle apparenti opportunità di sviluppo, ma che associava al contempo forti rischi e pregiudizi al ridisegno urbanistico di Nonantola.

Ai consiglieri di Forza Italia Platis e Casano (unici favorevoli al progetto promosso dalla Giunta comunale insieme a tre consiglieri PD ed al Sindaco) diciamo che sono assolutamente legittime le aspettative e le azioni di una società privata che chiede spazi per ristrutturare la propria attività, ma ricordiamo loro che nella gestione della cosa pubblica non deve prevalere la legge del più forte e che l’espansione industriale non è sempre e comunque portatrice di sviluppo, ma essa deve essere ponderata con i criteri della sostenibilità ambientale e sociale, oltre che economica. Cosa significa “il no al PIP Gazzate costerà caro” e perché si fa del terrorismo nei confronti di chi democraticamente ha espresso la sua scelta? Noi non abbiamo ancora conoscenza del ricorso al TAR e delle motivazioni addotte dall’azienda, ma che si dia quasi per scontato l’esito del ricorso – sfavorevole all’Amministrazione – fa sorgere qualche dubbio sulle posizioni di Forza Italia. Ricordiamo loro che la legge affida ai Consigli comunali e non alle Conferenze dei servizi (organismi che esprimono un parere di fattibilità tecnica) il compito di assumere, democraticamente, senza vincolo di mandato e con piena libertà di opinione, le decisioni in tema di urbanistica.

Al centro della riflessione che ha portato una maggioranza trasversale in Consiglio comunale a respingere il progetto (11 fra contrari e astenuti, 6 favorevoli) sta proprio la volontà di intervenire sullo sviluppo territoriale abbandonando criteri puramente quantitativi. Il benessere di una comunità è l’insieme armonico di diversi fattori, che includono lavoro stabile, ben retribuito, garantito, servizi di qualità alla cittadinanza (scuola, sanità, trasporti), servizi ecosistemici efficienti (aria, acqua, verde). Per ottenere tutto questo serve un cambio di paradigma, che ponga la sostenibilità e la qualità della vita a fondamento della comunità. Sono motivazioni forti, concrete, evidenti e coerenti con l’idea che abbiamo di sviluppo sostenibile, che prevede il contenimento del consumo di suolo, il miglioramento della qualità dell’ambiente urbano e del territorio rurale, la riduzione del traffico automobilistico, l’aumento della resilienza e della capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione e prevenzione dei rischi ambientali. Il Consiglio comunale di Nonantola, cioè l’organo di rappresentanza e controllo dei cittadini, piaccia o non piaccia, si è liberamente espresso su una questione di sua esclusiva competenza, ben consapevole delle conseguenze delle sue scelte.

Confidiamo nell’azione della magistratura amministrativa nel riaffermare il valore del confronto civile e democratico nella gestione amministrativa e nel governo dei processi territoriali, convinti che il TAR confermerà la legittimità della decisione assunta dal Consiglio comunale.

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Nella seduta del 12 dicembre 2022, il Consiglio Comunale di Nonantola ha dimostrato con grande chiarezza il valore della sovranità popolare respingendo, nel rispetto delle regole democratiche e dei principi costituzionali, una proposta di variante urbanistica dalle apparenti opportunità di sviluppo, ma che associava al contempo forti rischi e pregiudizi al ridisegno urbanistico di Nonantola.

Non vogliamo ripercorrere il percorso accidentato che ha seguito il progetto del polo logistico delle Gazzate, ma certo colpisce che l'Amministrazione non abbia trovato né il tempo né il modo per convocare un'assemblea pubblica e, quando la variante urbanistica viene infine portata in discussione in Consiglio comunale, la proposta sostenuta dalla Giunta viene bocciata in uno dei passaggi più rilevanti della legislatura. Con il voto contrario di Nonantola Progetto 2030, Movimento 5 Stelle, Nonantola Libera, Una mano per Nonantola e l’astensione di quattro consiglieri del Partito Democratico, una maggioranza trasversale dice no ad un’idea di crescita economica e di sviluppo territoriale puramente quantitativa, incurante della qualità del lavoro, di vita e di relazione di una comunità, dei costi ecosistemici derivanti dal consumo di suolo, dalla sua impermeabilizzazione, dall’aumento di traffico e dell’inquinamento. Una prima azione che anticipa gli obiettivi strategici del redigendo Piano Urbanistico Generale, che prevede infatti il contenimento del consumo di suolo, il miglioramento della qualità dell’ambiente urbano e del territorio rurale, l’aumento della resilienza e della capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione e prevenzione dei rischi ambientali.

Al centro della riflessione che ha portato la maggioranza del Consiglio a respingere il progetto sta proprio la volontà di fermare l’uso incontrollato del territorio ovvero il suo consumo a fini produttivi non chiaramente identificabili, perché se è vero che la libertà di impresa è riconosciuta e garantita, essa deve però confrontarsi con processi di partecipazione e di decisione condivisi e trasparenti fra le istituzioni e le forze sociali. Ricordiamo infatti che la Costituzione all’art. 41 recita: “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

Sul piano politico, non è cosa da poco che la Sindaca e la sua Giunta vengano messi in minoranza dal Consiglio comunale su una proposta di tale portata. Ci aspettiamo che chi ci amministra apra al suo interno una seria riflessione e si interroghi su cosa non vada nelle relazioni fra l’organo esecutivo, il Consiglio comunale e i cittadini. Riteniamo che con questo voto si sia evidenziata, ancora una volta, la necessità che si apra una fase politica nuova rivolta a tutta l'area progressista per il governo del nostro paese. Sono tante le questioni in campo ancora irrisolte: bilancio, caserma, palazzo comunale, polo culturale, piano urbanistico generale, Unione del Sorbara, scuola, servizi sociosanitari… Se su questi temi si aprirà una discussione vera, noi ci saremo.

Al Consiglio Comunale va infine il nostro sincero ringraziamento per avere ridato la parola ai cittadini su una scelta così importante per Nonantola e per avere riaffermato il valore del confronto civile e democratico nella gestione amministrativa e nel governo dei processi territoriali.

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