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È un risultato straordinario. I cittadini hanno parlato chiaro, respingendo con forza il tentativo di mettere la giustizia sotto il controllo della politica.

Vogliamo ringraziare uno per uno i 5.535 cittadini nonantolani che hanno votato NO, permettendoci di raggiungere il 65,4%: il miglior risultato di tutta la provincia di Modena!

Questa vittoria porta la firma indelebile dei nostri giovani, che hanno scelto in larghissima maggioranza di difendere i principi democratici e l'equilibrio dei poteri. È a loro che guardiamo con più speranza.

Un ringraziamento immenso va ai militanti del Comitato per il NO. La vostra passione e l'intensa campagna elettorale strada per strada, piazza per piazza, hanno fatto la differenza. Siete stati il cuore pulsante di questa mobilitazione.

Questa straordinaria risposta popolare non è solo un traguardo locale. La forte affluenza al voto di 27 milioni di italiani carica di un significato storico questo risultato e lo rende un mandato politico indiscutibile: la vittoria del NO apre oggi una fase nuova per la sinistra-sinistra a livello nazionale.

Il segnale per il governo è forte e chiaro: esiste un Paese reale che non si piega alla logica dell'uomo solo al comando e che chiede una politica di alternativa, coraggiosa e radicata nei valori della Resistenza e della nostra Carta. Da qui ripartiamo per ricostruire una prospettiva politica che metta al centro i diritti di tutti e non le convenienze dei pochi.

La Costituzione resta di tutti. Avanti, insieme!

Non è una riforma. È un regolamento di conti. È il tentativo di smantellare l’indipendenza della Magistratura per consegnare le "chiavi" della giustizia alla maggioranza di turno.

Nonantola Progetto 2030 non resta a guardare: ecco perché votiamo NO.

La Giustizia non è un terno al lotto!

Sostituire l'elezione dei membri del CSM con un sorteggio non è una soluzione: è una resa. Significa rinunciare al principio della rappresentanza per affidarsi al caso. Senza il confronto tra diverse visioni della giustizia, il CSM smetterà di essere un organo di governo ideale per trasformarsi in una corporazione chiusa, dove i singoli risponderanno solo ai propri piccoli interessi o al "clamore della piazza", anziché alla legge.

No al PM "Sceriffo"

La separazione delle carriere è un attacco alla nostra civiltà giuridica. Noi crediamo nel PM-magistrato: una figura che, anche quando accusa, conserva la cultura del limite e del dubbio, cercando la verità e non la condanna a ogni costo. Separare le carriere significa creare un "accusatore di professione" che rischia di agire con lo zelo di chi deve "vincere la partita", privando il cittadino di una garanzia fondamentale: quella di uno Stato che cerca le prove dell'innocenza tanto quanto quelle della colpevolezza.

L’Alta Corte: Un Tribunale Speciale

La proposta di un'Alta Corte disciplinare è un'incoerenza pericolosa. Perché colpire solo i magistrati ordinari? E soprattutto, come può un sistema definirsi giusto se l'appello contro una decisione viene giudicato dallo stesso organo? È un "obbrobrio" che nega il principio del giudice terzo.

La Costituzione non è carta straccia

Questa riforma sposta pezzi fondamentali dell'architettura dello Stato dalla Costituzione alla legge ordinaria. Significa che chiunque vinca le elezioni potrà cambiare le regole del gioco a suo piacimento. La giustizia non può essere riscritta ogni cinque anni sulla sabbia delle convenienze politiche; deve restare scolpita nella pietra della nostra Carta Costituzionale.

Votiamo NO per una giustizia che sia davvero di tutti, e non della maggioranza del momento.

Si vota domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15.