
Non è una riforma. È un regolamento di conti. È il tentativo di smantellare l’indipendenza della Magistratura per consegnare le "chiavi" della giustizia alla maggioranza di turno.
Nonantola Progetto 2030 non resta a guardare: ecco perché votiamo NO.
La Giustizia non è un terno al lotto!
Sostituire l'elezione dei membri del CSM con un sorteggio non è una soluzione: è una resa. Significa rinunciare al principio della rappresentanza per affidarsi al caso. Senza il confronto tra diverse visioni della giustizia, il CSM smetterà di essere un organo di governo ideale per trasformarsi in una corporazione chiusa, dove i singoli risponderanno solo ai propri piccoli interessi o al "clamore della piazza", anziché alla legge.
No al PM "Sceriffo"
La separazione delle carriere è un attacco alla nostra civiltà giuridica. Noi crediamo nel PM-magistrato: una figura che, anche quando accusa, conserva la cultura del limite e del dubbio, cercando la verità e non la condanna a ogni costo. Separare le carriere significa creare un "accusatore di professione" che rischia di agire con lo zelo di chi deve "vincere la partita", privando il cittadino di una garanzia fondamentale: quella di uno Stato che cerca le prove dell'innocenza tanto quanto quelle della colpevolezza.
L’Alta Corte: Un Tribunale Speciale
La proposta di un'Alta Corte disciplinare è un'incoerenza pericolosa. Perché colpire solo i magistrati ordinari? E soprattutto, come può un sistema definirsi giusto se l'appello contro una decisione viene giudicato dallo stesso organo? È un "obbrobrio" che nega il principio del giudice terzo.
La Costituzione non è carta straccia
Questa riforma sposta pezzi fondamentali dell'architettura dello Stato dalla Costituzione alla legge ordinaria. Significa che chiunque vinca le elezioni potrà cambiare le regole del gioco a suo piacimento. La giustizia non può essere riscritta ogni cinque anni sulla sabbia delle convenienze politiche; deve restare scolpita nella pietra della nostra Carta Costituzionale.
Votiamo NO per una giustizia che sia davvero di tutti, e non della maggioranza del momento.
Si vota domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15.
