
Il Consiglio comunale di Nonantola ha approvato la mozione del gruppo Futuro 2030, a firma dei consiglieri Cinzia Vaccari e Giacomo Zavatti, per intitolare un parco alle bambine e ai bambini di Gaza.
La tutela dell’infanzia non dipende da nazionalità, religione o luogo di nascita. Ricordare i minori di Gaza non crea gerarchie tra le vittime: dà un nome e un luogo a una tragedia del nostro tempo. Nel solco di Villa Emma, la mozione impegna Sindaca e Giunta a individuare il parco, collocarvi una targa e farne un luogo di cultura della pace e di diritti dell’infanzia.
Di seguito il testo integrale:
MOZIONE
Intitolazione di uno spazio verde pubblico alle bambine e ai bambini di Gaza
PREMESSO CHE:
- la comunità di Nonantola custodisce, quale parte integrante della propria identità civile, una profonda sensibilità nei confronti delle vittime innocenti delle persecuzioni, delle guerre e di ogni violazione dei diritti umani; una sensibilità che trova uno dei suoi fondamenti più alti nella storia di Villa Emma, simbolo dell’accoglienza e della solidarietà dimostrate dalla comunità nonantolana nei confronti di bambine e bambini ebrei in fuga dalle persecuzioni nazifasciste e che ancora oggi richiama al dovere della memoria, della pace e della tutela dell’infanzia;
- la Costituzione della Repubblica Italiana, all’articolo 11, afferma solennemente che «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali»;
- la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza riconosce ad ogni bambina e ad ogni bambino, senza alcuna distinzione, il diritto alla vita, alla protezione, alla salute, all’istruzione e a crescere in condizioni compatibili con la propria dignità;
CONSIDERATO CHE:
- la popolazione civile della Striscia di Gaza sta pagando da anni un prezzo drammatico e, a partire dal 7 ottobre 2023, le conseguenze delle operazioni militari condotte nella Striscia hanno assunto dimensioni devastanti;
- migliaia di minori hanno perso la vita, mentre moltissimi altri sono rimasti feriti, mutilati, orfani o hanno perso familiari, case, scuole e ogni riferimento della propria quotidianità;
- per innumerevoli bambine e bambini di Gaza l’infanzia è stata sostituita dall’esperienza quotidiana dei bombardamenti, degli sfollamenti, della fame, della paura, della perdita e della distruzione;
- la distruzione o il grave danneggiamento di abitazioni, scuole, strutture sanitarie e infrastrutture civili ha compromesso profondamente l’accesso dei minori ai diritti fondamentali, a partire dalla salute, dall’alimentazione, dall’istruzione, dalla sicurezza e dalla possibilità stessa di crescere;
- dietro i numeri di questa tragedia vi sono persone: bambine e bambini con un nome, una famiglia, desideri, paure, giochi, amicizie e sogni; vite che non possono essere ridotte a statistiche o considerate inevitabili conseguenze della guerra;
RILEVATO CHE:
- la tutela dell’infanzia non può dipendere dalla nazionalità, dalla religione, dall’etnia o dal luogo in cui una bambina o un bambino nasce: i diritti fondamentali appartengono ad ogni essere umano e devono valere con la medesima forza per ogni infanzia;
- ricordare oggi le bambine e i bambini di Gaza non significa stabilire una gerarchia tra le vittime delle guerre né dimenticare le bambine e i bambini colpiti da altri conflitti, ma scegliere di dare un nome e un luogo della memoria a una tragedia del nostro tempo che ha assunto, proprio sull’infanzia, proporzioni drammatiche;
- intitolare un luogo pubblico alle bambine e ai bambini di Gaza significa affermare che nessuna ragione politica, militare, religiosa o geopolitica può rendere accettabile la morte, la mutilazione, la fame, la paura o la privazione del futuro di una bambina o di un bambino;
RILEVATO, ALTRESÌ, CHE:
- una comunità mantiene viva la propria memoria non soltanto celebrando ciò che è accaduto nel passato, ma interrogandosi su ciò che quella memoria le chiede di fare nel presente;
- la toponomastica e l’intitolazione degli spazi pubblici rappresentano strumenti attraverso i quali una comunità rende visibili i propri valori, costruisce memoria collettiva e consegna alle generazioni future un messaggio civile;
- dedicare proprio un parco, luogo del gioco, dell’incontro, della libertà e della crescita, alle bambine e ai bambini di Gaza assumerebbe un significato particolarmente profondo: intitolare all’infanzia privata del diritto di giocare uno spazio nel quale altre bambine e altri bambini possano correre, incontrarsi e crescere in pace;
TUTTO CIÒ PREMESSO, CONSIDERATO E RILEVATO,
IL CONSIGLIO COMUNALE DI NONANTOLA
IMPEGNA LA SINDACA E LA GIUNTA:
- ad individuare uno spazio verde pubblico del territorio comunale, preferibilmente un parco, da intitolare “Parco delle bambine e dei bambini di Gaza”, quale luogo permanente di memoria, educazione alla pace e testimonianza della vicinanza della comunità di Nonantola all’infanzia palestinese colpita dalla guerra;
- a collocare all’interno del parco una targa commemorativa, affinché l’intitolazione non rappresenti soltanto una denominazione toponomastica, ma diventi occasione permanente di memoria e riflessione, recante una formulazione quale:
PARCO DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI DI GAZA
A tutte le bambine e a tutti i bambini ai quali la guerra ha tolto la vita, la famiglia, la casa, la scuola, il gioco e il diritto di essere bambini.
Perché nessuna bambina e nessun bambino nasce nemico.
Nonantola, comunità che nella propria storia ha scelto di proteggere l’infanzia perseguitata, dedica questo luogo alle bambine e ai bambini di Gaza e al diritto di ogni infanzia a crescere libera, protetta e in pace.
- a valorizzare il parco anche negli anni successivi come luogo simbolico dedicato alla cultura della pace e ai diritti dell’infanzia, favorendo, ove possibile, iniziative educative, culturali e commemorative rivolte in particolare alle giovani generazioni.
Nonantola, lì 06 / 10 / 2026
Consigliera Cinzia Vaccari
Capogruppo Futuro 2030
Consigliere Giacomo Zavatti
Gruppo Futuro 2030
